SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Per i campioni d’Europa in carica, la prima tappa dell’Eurolega 2006, giocata davanti al pubblico amico, sta presentando emozioni a non finire. Rigori decisivi contro la Grecia, idem al cospetto della scorbutica Svizzera.
Massimo Agostini, al termine del match contro gli elvetici, sembra il Marcello Lippi dell’Olimpiastadium. Schizza sulla spiaggia del Beach Stadium ad abbracciare i suoi e a festeggiare insieme alle decine di spettatori che, nel frattempo, hanno invaso il campo a caccia di magliette e autografi – a proposito: piacevole constatare come in pochi giorni questa disciplina abbia fatto breccia nei cuori degli sportivi sambenedettesi e non. Ritornato nel gazebo dove i suoi si stanno cambiando ripete più volte: «Mi avete fatto morire!». Come dargli torto. Sembrava finita e invece…
«Ci ho creduto sino all’ultimo – giura il Condor – anche perchè la Svizzera l’abbiamo battuta più o meno nello stesso modo lo scorso maggio, a Napoli (Eurocup, ndr). Piuttosto oggi si sono date battaglia due Nazionali che hanno dimostrato di essere le più forti del circuito. Raggiungere la finale rappresenta un grande risultato, visto che non siamo al meglio fisicamente. Molti dei miei giocatori sono reduci dalle gare di campionato disputate coi club di appartenenza, dunque non sono al top. Eppure è arrivata la seconda vittoria, merito della grande voglia di tutti noi».
Passiamo sotto la lente di ingrandimento qualche episodio che ha contrassegnato la gara: su tutti il rigore che, a un minuto dal termine, ha permesso a Carotenuto di fissare il risultato sul 4-4. Schirinzi giura di avere toccato la palla con il petto. «Può anche essere, non ho visto bene, ma qualche errore da parte degli arbitri ci può stare. Del resto nemmeno la punizione concessa loro per fallo di mano di Galli al 3′ ci stava. Il mio giocatore si è semplicemente coperto il volto».
Nonostante le mille sofferenze è arrivata la vittoria: Carotenuto e Fruzzetti sugli scudi. Agostini concorda in pieno: «Pasquale (Carotenuto, ndr) è stato molto più decisivo di ieri. Deve continuare in questo modo; ha qualche pensiero di troppo per la testa (sarebbe sul punto di firmare con l’Ischia, neopromosso in serie D, ndr), se gli riesce di tenerli fuori dal campo può regalarci altre soddisfazioni. Fruzzetti è il solito grande giocatore che può decidere la gara in ogni momento: oggi ha inventato la rete del 4-3. Bene così».
Ora l’Ucraina, formazione tosta che gli azzurri hanno incontrato due volte: nella finale per il terzo posto dell’Eurolega 2004 e mel corso dell’Eurocup di Mosca, dicembre 2005. Sono arrivate altrettante sconfitte. I gialloblu vera e propria bestia nera dell’Italia? «Speriamo di spezzare la serie negativa – ha concluso Agostini – Sarebbe molto importante concludere il primo atto dell’Europeo mettendo in cascina il massimo dei punti (12, ndr)».
LA GIOIA DI CAPITAN FRUZZETTI La maglia del capitano è tra le più contese dai fans che hanno invaso il campo del Beach Stadium. Alla fine si dovranno accontentare degli autografi. Per il giocatore dell’Atlante Grosseto (calcio a 5), l’enorme quantità di sabbia appiccicata addosso, sta a testimoniare la battaglia disputata al cospetto di una coriacea Svizzera.
«Loro hanno segnato tutti i gol su calcia piazzati – è la sintesi del numero 10 di mister Agostini – mentre noi abbiamo colpito ben quattro pali. Fossimo stati un po’ più fortunati la partita si sarebbe potuta mettere in ben altro modo. In ogni caso la rimonta di oggi, che fa seguito a quella di ieri, dimostra che il gruppo è forte, che la squadra ha un grande carattere. L’Ucraina? Per gli addetti ai lavori non è certo una sorpresa. Una formazione in grande crescita. Ci aspetta un altro match difficile, ma contiamo sul fatto di giocare in casa. Il pubblico ci darà una grossa mano».

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