SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Mi auguro che la coscienza civile dei consiglieri comunali, la sensibilità del sindaco Giovanni Gaspari e la formazione politica dell’assessore all’ambiente Paolo Canducci possano servire a cogliere questa proposta che, sommata a tanti altri comuni d’Italia, può riuscire nell’obiettivo di disincentivare le torture e gli sfruttamenti degli animali». Così Paolo Forlì chiosa la sua mozione che chiede lo stop in tutto il territorio comunale per tutti quegli spettacoli di intrattenimento che utilizzino qualsiasi tipo di animali. Spettacoli circensi in primis, dunque, ma il consigliere Dc-Psi si riferisce anche a forme di spettacolo senza fine di lucro. Va detto che Paolo Forlì non si scaglia contro il circo di per sé, visto che afferma che «la vera arte circense, quella rispettosa e pedagogica, quella dell’arte e non della tortura, quella dei saltimbanchi, dei prestigiatori, dei contorsionisti, dei mimi e dei pagliacci è oggi rappresentata da alcuni dei circhi più apprezzati e a più alta redditività al mondo – Cirque du Soleil, Circus Oz, the New Pickle Circus, Cirque d’Hiver – che non fanno uso di animali».

Oltre a numerose leggi nazionali, l’importazione di animali e la loro esibizione nei circhi, afferma Forlì, va contro la Dichiarazione universale dei Diritti dell’animale proclamata il 15 ottobre 1978 presso la sede dell’Unesco a Parigi, nella quale si proclama che “…nessun animale deve essere usato per il divertimento dell’uomo” (art. 10 comma b).

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