SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Appena una settimana fa aveva detto: «Ho dato tanto, mi aspetto qualcosa in cambio». L’attuale dirigenza non ha potuto accontentarlo; tradotto: ritocco dell’ingaggio e, magari, prolungamento dell’accordo. Dopo Concetti quindi, la Samb perde un altro pezzo pregiato, quel Gianluca Zanetti tra i maggiori artefici della miracolosa salvezza guadagnata il maggio scorso.
Il 29enne difensore di Forlimpopoli ieri pomeriggio ha rescisso il contratto che lo legava al sodalizio rossoblu sino a giugno 2007 e ora si appresta a dire “sì” all’ambizioso Foggia di Stefano Cuoghi. Per inciso: dalla Puglia danno per concluso l’affare. Pronto un contratto di un anno; dopo la firma, che dovrebbe arrivare in giornata, il giocatore raggiungerà i nuovi compagni nel ritiro di Bressanone.
«L’interruzione del rapporto – rivela il consulente di mercato della Samb Peppino Pavone – è avvenuta in maniera assolutamente consensuale. Zanetti ci ha fatto una richiesta economica che non potevamo accettare. Dobbiamo rispettare un determinato budget: ci è dispiaciuto, ma non abbiamo potuto accontentarlo».
Ha influito, sulla vostra decisione, i dubbi che avevate in ordine alla tenuta fisica del giocatore?
«Sì, anche questo aspetto ha contribuito a far pendere l’ago della bilancia in una certa direzione».
Dunque non la reputate una grave perdita per la Samb…
«Dico semplicemente che il passato non ci deve condizionare. C’è una nuova dirigenza, sta nascendo una nuova “nidiata” di calciatori. Qualcuno dei “vecchi” giocatori potrebbe anche restare, ma alle nostre condizioni economiche. Non possiamo permetterci di promettere 100 e poi dare 10. Vogliamo fare le cose per bene, mantenendo le promosse: questa sarà la nostra filosofia. Sappiamo delle qualità morali di Zanetti, come pure sappiamo quanto era apprezzato fuori e dentro il rettangolo di gioco dai tifosi. Ripeto: ci dispiace non aver assecondato la sua richiesta, ma la Samb va avanti. Quando lavoravo al Foggia vendemmo i vari Signori, Baiano e Shalimov; riuscimmo a far quadrare il cerchio lo stesso. Guardiamo al futuro e non ci piangiamo addosso per quello che è successo. Spero che la gente capisca la volontà della società di ripartire con un gruppo nuovo, entro certi limiti di ingaggio. Come sostituire Zanetti? Troveremo qualcuno, non siamo preoccupati».

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