SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Chiamare l’Adi è diventato impossibile: i suoi telefoni non rispondono, anzi non danno alcun segno di vita. Ormai da diverse settimane.

Per chi non lo sapesse, in ogni Azienda sanitaria l’Adi, l’Assistenza domiciliare integrata, è la struttura che si occupa dell’erogazione integrata di prestazioni di carattere socio-assistenziale e sanitario, fornite direttamente a casa degli assistiti, e per lo più rivolte a persone anziane non autosufficienti, in genere in aggiunta all’impegno delle rispettive famiglie.

È evidente che per pazienti di questo genere il telefono è uno strumento essenziale, fondamentale, indispensabile. E infatti fino a poche settimane fa ai numeri diretti 0735.793.605 e 0735.793.627 ogni mattina di giorno feriale – dalle 7,30 alle 13 – il personale addetto rispondeva prontamente e con la consueta gentilezza, per prendere nota delle varie e numerose richieste di appuntamento e di intervento. L’Adi era possibile chiamarla anche tramite il centralino dell’Ospedale sambenedettese, i cui operatori che poi passava gli interni 605 e 627.

Questo fino a qualche settimana fa. Ora non più. Ora chi compone quei numeri dall’altro capo del filo non sente nulla, assolutamente nulla, come se la linea dell’Adi fosse morta. Lo stesso “fenomeno” si verifica per chi si rivolge al centralino: fingendo di non sapere nulla, gli operatori passano la chiamata, ma la linea cade in un silenzio di tomba; in certi casi si blocca col tu-tu-tu-tu dell’occupato.

È evidente il disagio, se non in molti casi il panico, che questo grave disservizio causa fra gli utenti – nella quasi totalità anziani e non autosufficienti – che chiamano a vuoto. Chi può, si rivolge ad un familiare o a un amico che deve recarsi di persona degli uffici dell’Adi, al terzo piano dell’edificio di Via Romagna per chiedere appuntamenti e interventi.

Nessuno dall’Asur finora fa dato spiegazioni “ufficiali” a questa insostenibile e paradossale situazione. Da “voci di corridoio” abbiamo appreso che la causa di tutto è dovuta al malfunzionamento del centralino dell’Ospedale, le cui linee dovrebbero essere riparate o ammodernate. Finora, però, pare che non ci sia alcuna intenzione di risolvere la situazione in tempi ragionevolmente brevi.

Intanto solo la generosità e il buon senso del personale addetto sta ovviando – in parte – a questa incredibile situazione: sono le stesse infermiere che si preoccupano di telefonare ai pazienti “abituali”? per chiedere di cosa essi hanno bisogno.

E i telefoni continuano a tacere. Fino a quando?

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