SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’estate si avvia lentamente verso il suo periodo di maggiore splendore, ma sulle vacanze degli italiani e sul lavoro dei concessionari di spiaggia pende ancora il rischio di un aumento del 300% dei canoni demaniali. Il Governo ad ogni modo, con un atto dello scorso 12 luglio, ha prorogato la discussione su questo tema non al 30 settembre, come previsto inizialmente, ma al 31 ottobre.

«Riteniamo lo slittamento molto importante perché, accogliendo una sollecitazione pervenuta dagli operatori balneari aderenti all’I.T.B. Italia della Federturismo Confindustria, consente al Governo di dare disposizioni affinché le Regioni attuino la legge 342 del 98 sino ad oggi disattesa e che ha messo duramente in crisi il settore turistico balneare» scrivono, in un comunicato, gli aderenti all’associazione Imprenditori Turistici Balneari.
«Solo dopo il riconoscimento delle valenze turistiche di tutte le spiagge italiane che dovrà essere attuato dalle Regioni (che da oltre otto anni sono inadempienti)» continuano, «potremo conoscere a quanto ammonterà l’introito effettivo proveniente dai canoni demaniali, ma occorrerà anche accertare quelli non pagati dagli abusivi ed evasori totali o parziali che oggi non sono adeguatamente controllati (anche quanto gli abusi e le occupazioni, sono sotto gli occhi di tutti)».
La proposta dell’ITB è chiara, tanto che Giuseppe Ricci, presidente dell’associazione, ribadisce che «solo successivamente, se necessario, si potrà valutare un aumento del canone demaniale per raggiungere i 140 milioni di euro auspicati dal Governo. La nostra richiesta resta ferma sull’abolizione della legge che prevede aumenti indiscriminati predisposta dal precedente Governo, con la quadruplicazione dei canoni demaniali retroattiva all’anno 2004.
Infine l’I.T.B.Italia afferma che «dopo i numerosi incontri con i rappresentanti dell’attuale Governo e dirigenti dei Ministeri interessati, esprime fiducia nella positiva conclusione del problema entro il 31 ottobre. Una risoluzione la nostra, che dovrà essere l’inizio di una collaborazione che ci permetterà di operare in futuro con maggiori certezze e prospettive di crescita che dovrà essere sostenuta adeguatamente dal nuovo Governo, che ci ha dimostrato di crede fortemente nel turismo balneare e nel nostro lavoro».

Il 15/07/2006
Il presidente
Giuseppe Ricci

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