SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Giovedì mattina nell’auditorium del Comune si è discusso del futuro del fiume Tronto: la gestione del rischio di esondazione, i progetti per una riqualificazione dell’alveo, la pista ciclabile da Ascoli a San Benedetto. Luciano Agostini, presidente dell’Autorità di Bacino interregionale, ha annunciato che sta partendo la gara d’appalto per il nuovo ponte stradale che attraverserà il fiume Tronto sulla SS16.
L’Autorità, paradossalmente, si trova in questo momento in una condizione di quasi-esistenza; c’è un decreto legislativo che ha disposto l’abrogazione di questi enti, ma attualmente il provvedimento è rimandato a data da destinarsi.

Nel frattempo, come ha sottolineato il presidente della Provincia Massimo Rossi, ci sono da portare avanti i compiti fondamentali della riqualificazione paesaggistica, della tutela della biodiversità, della gestione della risorsa idrica. Il fiume Tronto, nelle parole di Rossi, deve essere “un asse di sviluppo sostenibile, non più solamente un margine amministrativo”.

La relazione del professore Alessandro Mancinelli ha parlato dei metodi con cui l’ingegneria idraulica può prevedere e gestire il rischio di esondazioni in aree fortemente urbanizzate come il basso bacino del Tronto. Un bacino che fino a pochi decenni fa aveva visto ben pochi interventi di antropizzazione (il primo ponte sulla ferrovia risale al 1862), ma che con la nascita degli insediamenti industriali ha subito un pericoloso disequilibrio. Il professor Mancinelli ha poi parlato dell’analisi statistica del rischio, tenendo conto dei cicli storici, dei cambiamenti climatici e di un’analisi multidisciplinare. Sono state analizzate le simulazioni digitali sperimentate in Olanda per quantificare i danni arrecati dalle alluvioni.

In seguito il giovane architetto Stefano Spuria ha presentato il proprio progetto di parco attrezzato nel fiume Tronto, collegato a un intento di riqualificazione naturalistica e di tutela degli edifici di importanza storico-culturale. La pista ciclabile da Ascoli a San Benedetto, dotata di spazi attrezzati per le soste, diventerebbe un luogo di transito per andare al lavoro, ma anche di svago, di turismo e di apprendimento. L’intero itinerario ciclo-pedonale sarebbe lungo circa 60 km, considerando le due sponde del fiume, ma dovrebbe essere accompagnato da un costante risanamento dell’alveo fluviale e da una messa in sicurezza idraulica.

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