SAN BENEDETTO DEL TRONTO – In concomitanza con il convegno sul progetto di parco attrezzato del fiume Tronto, arriva a conclusione il dialogo aperto dal Comune con l’Autorità di Bacino Interregionale. Dopo una serie di incontri preparatori oggi l’Autorità ha approvato una delibera con la quale essa diventa a pieno titolo l’interlocutore fondamentale del Comune di San Benedetto per quanto riguarda la fattibilità degli interventi edificatori all’interno della zona di rischio E4 del Piano di assetto idrogeologico. Ricordiamo che in base al Pai la zona che va dalla sponda nord del Tronto fino al torrente Ragnola – quindi gran parte del territorio di Porto d’Ascoli – è sottoposta a un regime di stringenti vincoli per le nuove edificazioni (zona E4).

Giovanni Gaspari ha da subito individuato come una propria priorità lo snellimento di questi vincoli con la conseguente riperimetrazione dell’area di rischio. Per fare questo ha dovuto interfacciarsi con l’Autorità di Bacino, che da oggi avrà un importante ruolo consultivo sia sulla riperimetrazione sia sulla adeguatezza delle opere di mitigazione. In base a quanto stabilito oggi, si formerà un comitato provinciale composto da tecnici del Comune di San Benedetto e da tecnici dell’Autorità di Bacino, al quale farà capo Giancarlo Casini, segretario generale dell’Autorità stessa. Questo comitato di tecnici avrà dunque una ampia e delicata delega, dato che dovrà valutare le opere pubbliche e private per la mitigazione del rischio di esondazioni e dovrà dare il proprio parere sulle proposte di riperimetrazione e di declassamento delle zone di rischio. Secondo Giovanni Gaspari da oggi si avrà un grande acceleramento dei tempi e l’economia a Porto d’Ascoli potrà ripartire. «È un passo straordinario – commenta il sindaco – dopo appena un mese dall’insediamento abbiamo ottenuto un risultato virtuoso che coinvolgerà almeno 6000 famiglie. Se prima la commissione edilizia doveva bocciare in automatico qualsiasi progetto che riguardava la zona di rischio del Pai, da domani potrà prendere in considerazione i progetti pubblici e privati che prevedono delle opere di mitigazione. Giudicare l’adeguatezza di queste opere sarà competenza dell’Autorità di Bacino, che entro un massimo di 30 giorni dovrà esprimersi».

Nella cittadinanza di zona San Giovanni si sono levate delle perplessità su questo sblocco dei vincoli, «non dovete costruire qui – si legge nella raccolta di firme – se prima non mettete in sicurezza le nostre abitazioni dal rischio delle piene del Tronto». A queste preoccupazioni Gaspari risponde che «si lavorerà fin da subito per le opere di mitigazione pubbliche, solo dopo ci sarà lo sblocco delle edificazioni».

In questa prospettiva anche il sottopasso di via dell’Airone, che sarà inaugurato a breve, rappresenta una opera di mitigazione, così come il nuovo ponte sulla SS16 (il 20 luglio incontro con le istituzioni interessate) e il sottopasso del rilevato Coop (incontro entro fine mese per sollecitare l’impresa al rispetto degli accordi presi in passato).

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