SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Domenica scorsa è uscito sul Corriere Adriatico un articolo firmato da Luca Bassotti il cui succo era questo “Cari fratelli Tormenti, Deodati & C. vorrebbero aiutarvi economicamente a portare subito la Samb in serie B sennò chissà quanto ricapiterà con la politica dei piccoli passi, i tifosi vogliono vincere subito…”. A questo articolo mi riferivo appunto con il mio ultimo DisAppunto, “Il calcio è strano, la Samb di più”, datato 9 luglio 2006. DisAppunto nel quale mettevo in risalto che la proposta riportata da giornale anconetano poteva aver un solo risultato, quello di destabilizzare la tifoseria e complicare il cammino, finora esemplare, dei nuovi proprietari della Samb Calcio.

Leggo oggi che l’amministratore unico della Samb Giovanni Tormenti è perfettamente in linea con la mia preoccupazione perchè definisce così l’articolo a firma di Luca Bassotti “grave turbativa dell’attività sociale…”. Alla fine del comunicato ribadisce poi che il loro obiettivo è quello di “costruire il futuro pazientemente puntando su calciatori seri, motivati, sui giovani e ricostruendo il settore giovanile locale, senza facili quanto scorrette suggestioni… senza dimenticare le esigenze del pubblico che, speriamo ci sosterrà in questa non facile opera di moralizzazione e ricostruzione”. Parole sante delle quali lo ringrazierò personalmente quando mi verrà data l’opportunità di conoscere lui e i suoi fratelli. Credo anche che lo farà anche l’intera città sportiva non tenendo conto di chi già crea turbative con l’idea (per me aleatoria e strumentale) di portare subito la Samb a grossi livelli calcistici.

Sono altresì certissimo che, se al vertice della Samb ci fossero ora Deodati & C., direbbero più o meno le stesse cose dei Tormenti ma sono altrettanto, e ancor più certo, che i fratelli Tormenti non avrebbero fatto nulla per alterare gli equilibri societari tornando tranquillamente nella loro posizione di tifosi. Se il gruppo Deodati (dal quale su questa vicenda finora si è tirato fuori ufficialmente soltanto Sergio Spina) c’è rimasto male, accetti la “sconfitta” e faccia tifo dall’esterno per la squadra che voleva portare tanto in alto. Ma Deodati non tifa Samb? E qui cade l’asino, come si suol dire.

Cari tifosi, ultras e non, non fatevi ingannare dalle lusinghe e date il tempo giusto a chi finora ha concretamente contribuito a ridare un calcio serio e pulito (la frase di Giovanni Tormenti “risuscitare un cadavere” mi è sembrata fuori luogo ma può essere giustificata dalla rabbia del momento) all’intera Riviera delle Palme nella quale noi da tempo includiamo la loro Martinsicuro.

E’ più forte di me e non posso esimermi dalla solita considerazione che un giornale edito in Ancona non può fare salti di gioia se la Samb ridiventerà una società seria con un progetto vero mentre il capoluogo sta soffrendo in C2, alle spalle di una città delle basse Marche, quelle che non contano. Città che, però, nel calcio vanta più campionati professionistici di loro. L’unica cosa intrigante è che il direttore del Corriere Adriatico è il sambenedettese Paolo Traini. Voglio augurarmi che gli articoli di Luca Bassotti stiano… facendo soffrire anche lui. Mi fermo sennò questo mio DisAppunto diventa un… giallo.

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