SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Consiglio comunale del 3 luglio, pochi minuti dopo la mezzanotte inizia la discussione sull’ultimo punto all’ordine del giorno. Si tratta della mozione urgente presentata dall’Udc per chiedere il sostegno di tutti i consiglieri alla difesa della famosa legge 40 che vieta – col supporto del risultato del referendum del 2005 – la ricerca scientifica sulle cellule staminali di origine embrionali. L’Udc chiedeva in sostanza al consiglio comunale di San Benedetto un impegno formale a rivendicare la validità e l’efficacia della legge 40 – messa in pericolo, secondo il partito, da alcune decisioni del ministro Mussi – e un invito da rivolgere al Governo Prodi per ripristinare l’adesione dell’Italia alla dichiarazione dei principi etici sottoscritta nel novembre 2005.

La maggioranza ha bocciato la mozione dopo una serie di interventi consiliari approfonditi e di alto spessore su una questione che, se vogliamo, non rientra nell’ortodossia dei consigli comunali. Fra le file del centrosinistra, decisamente schierato a difesa della laicità della libertà di ricerca scientifica, si è distinto l’intervento del consigliere della Margherita Fernando Palestini, che ha annunciato il suo voto a sostegno della mozione dell’Udc. Di marcata cultura cattolica, Palestini ha dichiarato di condividere i principi etici della mozione, pur non apprezzandone lo stile propositivo. Non è tardato il ringraziamento di Paolo Turano, segretario provinciale dell’Udc, che ha affermato: «Ringraziamo il consigliere Fernando Palestini che all’interno di un coro di no della maggioranza di centro sinistra ha votato a favore della mozione facendo prevalere lo spirito e la forza dei suoi ideali sulle logiche di partito».

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