SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dal settore giovanile alla prima squadra il passo è stato breve ma intenso. Dino Grilli è stato gettato nella mischia quando il Porto d’Ascoli aveva esonerato l’allora tecnico Teodori. Senza nessuna esperienza in Prima Categoria ha agguantato un sesto posto. La fiducia, la stima e l’affetto della Società gli sono valsi la riconferma. La classifica è stata inclemente: la settima posizione lo ha allontanato dai play off. Ma lo spirito di vittoria e la voglia di crederci non hanno mai abbandonato mister Grilli: le sue massime prima della gara saranno ancora protagoniste nella prossima stagione.
Rammarico o soddisfazione per il settimo posto conquistato?
«Senz’altro rammarico perché avevamo tutte le carte in regola per poterci giocare i play off. Fino alla ventunesima giornata eravamo tra le cinque più forti. Poi abbiamo mollato la presa anche se speravo che una delle quattro pretendenti cedeva il passo».
Un girone d’andata discreto chiuso a quota 26 punti. Un girone di ritorno deludente con appena 15 punti: perché?
«Abbiamo avuto un calo psico-fisico dopo la sconfitta di Comunanza, non siamo stati bravi a rialzare la china. Un po’ per la giovane età della squadra, un po’ per la mia inesperienza».
Oltretutto il vostro calo è coinciso con la crescita delle prime cinque della classe. A quel punto crederci era un pretesto per andare avanti?
«Dovevamo continuare a giocare pensando di sabato in sabato pur avendo capito di essere lontani dall’obiettivo play off».
Analizziamo i singoli reparti. Difesa: con 36 gol subìti è quella che sulla carta ha offerto meno garanzie pur vantando uomini di esperienza come Pompei, Giorgini e Capecci.
«Ripeto, fino alla ventunesima giornata eravamo una formazione perfetta. Dopo Comunanza, il calo mentale ha investito anche la nostra difesa».
Centrocampo: dinamico ma troppo lezioso nel tener palla. È d’accordo?
«Quello del possesso palla è una delle nostre caratteristiche. Quando le cose vanno bene, tutto gira in maniera tranquilla. Quando la situazione è peggiorata, non ci riuscivano neanche le cose più semplici».
Attacco prolifico: 37 reti. Amarezza per i diversi infortuni occorsi ai protagonisti?
«Gli infortuni hanno influito in maniera pesante proprio nel momento topico della stagione».
In tutto questo, il campo in erba sintetica vi ha aiutato o penalizzato?
«Non possiamo che essere contenti di avere un simile terreno di gioco. In tanti ce lo invidiano. Ha influito un po’ a livello muscolare ma è normale visto che era il primo anno che ci giocavamo».
È giunta la riconferma per la prossima stagione. Inaspettata o uno stimolo per fare meglio?
«C’è sempre voglia di migliorare ciò che si è fatto. Il Porto d’Ascoli è una Società ambita da molti allenatori per serietà e organizzazione. Per cui essere ancora l’allenatore di questa squadra mi riempie di orgoglio. Ringrazio tutta la dirigenza e il presidente Amante per la rinnovata fiducia».

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