SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Duecento anime, ad essere generosi, sugli spalti del PalaSpeca per Italia-Francia, secondo incontro degli Azzurri nel corso del 2° Torneo Internazionale dell’Adriatico. Tradotto: la Joints, per i play off di campionato (C2, divisione Marche), aveva saputo richiamare più persone di quante ce n’erano oggi pomeriggio all’interno dell’impianto sambenedettese.
Si dirà: il caldo, la splendida giornata di sole, la semifinale Mondiale Portogallo-Inghilterra in contemporanea, le ferie e tanto altro ancora. Tutto vero, eppure l’anno passato, anche se eravamo nella seconda metà di agosto, il palazzetto era pieno.
«Organizzazione pessima», ha tuonato Tonino Valori, presidente del Basket Club San Benedetto, che a metà partita ha premiato le due formazioni con delle targhe ricordo. Vero anche questo: l’evento è stato pubblicizzato poco e male rispetto alla passata edizione. Di più: in tempi strettissimi; diciamo una settimana scarsa.
A sua volta il numero uno del sodalizio rossoblu è stato omaggiato dal team manager dell’Italia Alberto Mattioli con una maglia firmata da tutti i giocatori e con una targa come segno di ringraziamento per l’ospitalità. Valori ha infine ricevuto una seconda targa, che nelle intenzioni del clan azzurro doveva essere consegnata al sindaco di San Benedetto Giovanni Gaspari. Assente. Come pure ll’assessore allo Sport Eldo Fanini e qualsiasi altro esponente dell’amministrazione comunale.
Presenti d’altro canto le telecamere di Raitre e l’immancabile Franco Lauro. E c’erano i due “gioiellini” della Premiata Montegranaro, neopromossa in A1. Valerio Amoroso, fuori per dei problemi alla schiena, è comunque soddisfatto: «Ho vissuto una stagione fantastica: prima la promozione con la Premiata, poi la chiamata in Azzurro. E’ qualcosa di straordinario: pensare di essere tra i primi 30 d’Italia mi rende molto orgoglioso. Il futuro? Non credo di far parte della spedizione nipponica, visto rientreranno tanti big, ma non importa, andrebbe bene anche così».
Uno spezzone di gara, nel terzo quarto invece, per l’altro “sutorino”, Giuliano Maresca, a secco in fatto di punti. Per Dino Meneghin, team director azzurro, che abbiamo avvicinato a fine partita – Carlo Recalcati è subito rientrato negli spogliatoi – la prova della squadra, Maresca compreso, è stata comunque importante: «I ragazzi hanno bisogno di fare esperienza. Dobbiamo ancora lavorare tanto e oggi si è visto: fragilini sotto canestro e troppo impacciati a costruire in attacco. Andiamo avanti con fiducia, avevamo tante assenze, come del resto la Francia, squadra che nelle sua fila annovera diversi talenti».
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