SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E’ stata l’arguzia investigativa di un finanziere a dare una svolta all’operazione del Comando provinciale delle Fiamme Gialle che ha stroncato un ampio traffico di vendita al dettaglio di lamette contraffatte della nota marca “Gillette”, portando al sequestro di circa 140 mila prodotti falsi e alla denuncia di cinque persone. Gli articoli falsificati, racchiusi in circa 35 mila confezioni riproducevano i modelli “Mach3” e “Mach 3 Turbo”. I dettagli dell’operazione, denominata ‘Figaro’, sono stati illustrati questa mattina nel corso di una conferenza stampa dal colonnello Giuseppe Montanaro, del Comando provinciale, e dal capitano Silvano Melasecca, della Compagnia di San Benedetto.

Il solerte militare che ha dato il via all’attività investigativa si è insospettito dopo aver utilizzato una delle lamette poi sequestrate, a causa della particolare ed atipica irritazione subita della propria pelle; esaminata quindi con attenzione la confezione del rasoio, ha avuto modo di cogliere alcune sfumature che lasciavano presagire alcune difformità rispetto al prodotto originale.

La comparazione della confezione utilizzata con un’altra acquistata in un esercizio commerciale della zona ha determinato l’emersione di piccole differenze che hanno rafforzato l’ipotesi investigativa. Così la Compagnia di San Benedetto ha dato immediato avvio agli accertamenti, per verificare l’effettiva contraffazione e individuare i canali di approvvigionamento dello stock di lamette.

La prima fase delle indagini ha interessato alcuni esercizi della provincia di Ascoli, ultimo “anello” della catena distributiva, presso i quali sono state sequestrate circa 5 mila lamette; i successivi accertamenti hanno consentito di risalire ed individuare un intermediario di commercio della provincia di Chieti, che avrebbe curato la fornitura della partita. Successivamente le Fiamme Gialle hanno eseguito un’accurata perquisizione presso l’abitazione dell’intermediario, rinvenendo e sequestrando circa altre 7 mila lamette della medesima tipologia di quelle precedentemente sequestrate.

Oltre al sequestro delle lamette, i militari hanno acquisito concreti elementi utili all’individuazione del “grossista”, fornitore della merce, un commerciante della provincia di Teramo, al quale sono state quindi sequestrate circa 128 mila lamette; in base a successive verifiche è risultato che le confezioni delle lamette provenivano dal nord-est dell’Europa, probabilemente dalla Polonia, acquistate tramite l’intermediazione di una società nord-americana.

Allo stato attuale cinque sono le persone denunciate alla Procura della Repubblica di Fermo per i reati di contraffazione, ricettazione, frode e commercio di prodotti contraffatti. Alcuni campioni della merce sequestrata sono stati inviati presso i laboratori messi a disposizione dalla stessa “Gillette”, per l’esecuzione delle perizie tecniche; gli stessi responsabili della Casa hanno comunque già confermato la contraffazione delle lamette sequestrate, il cui valore di mercato di aggira intorno ai 250.000 euro.

I primi dettagli che hanno confermato la contraffazione della partita di lamette che, a prima vista, traggono in inganno il consumatore, si sono avuti dalla comparazione del logo della “Gillette”, che ha rilevato alcuni particolari di differenziazione; anche i colori delle confezioni sono risultati di tonalità lievemente diversa da quella originale, ma le differenze più significative sono emerse da un accurato esame effettuato sulle lamine, di qualità nettamente inferiore rispetto a quella del prodotto originale.

Senza contare poi la mancanza di ogni condizione di sterilizzazione delle lamette che, nel caso di taglio rischia di provocare ogni tipo di infezione.

“Con quest’operazione – ha spiegato il col. Montanaro – s’intensifica ulteriormente il giro di vite del Comando provinciale della Guardia di Finanza contro il traffico dei prodotti contraffatti”. Il capitano Melasecca, della Compagnia di San Benedetto, ha sottolineato il fatto che “gran parte dei prodotti sequestrati sono stati intercettati prima di essere commercializzati”.

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