SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Casa delle Libertà è indignata con la maggioranza di centrosinistra a causa della decisione di mettere nell’ordine del giorno del consiglio comunale del 3 luglio le modifiche al titolo IV del Regolamento Edilizio Comunale. La maggioranza infatti voterà compatta per la riduzione dei membri della Commissione edilizia secondo le norme dettate dal Testo Unico in materia: si passerà da 16 a 5 membri, fra i quali non compariranno più personaggi riferibili a organi politici. Si tratterà di una commissione consultiva composta da tecnici nominati dalla Giunta su designazione del consiglio comunale. L’obiettivo che l’amministrazione si prefigge con questa modifica è lo snellimento delle pratiche e la riduzione dei tempi di attesa.
Il timore del centrodestra è invece che le nomine dei tecnici siano vincolate esclusivamente alle tessere di partito, con conseguente disequilibrio della commissione, privata dei due consiglieri comunali di opposta provenienza politica che ne facevano parte in passato.

Va precisato che il motivo dell’indignazione non è tanto la ventilata riduzione della commissione edilizia quanto la tempistica di tale operazione. Il centrodestra compatto – per l’occasione supportato anche da Bruno Gabrielli di Forza Italia – chiedeva il rinvio a data da destinarsi della discussione sull’argomento, sostenendo tale linea nella riunione dei capigruppo di lunedì sera. Pasqualino Piunti la vede così: «Ci sentiamo presi in giro, dopo la riunione di lunedì pareva che ci fosse terreno fertile per il rinvio e invece ieri veniamo a sapere che il punto è stato inserito nell’ordine del giorno. Mi chiedo che grado di autonomia dalla maggioranza abbia il presidente del consiglio comunale Giulietta Capriotti». Il leader di An tuona poi contro Gaspari: «Nonostante le belle parole d’apertura, pare che la priorità di questa amministrazione sia il mattone. Ci chiediamo quali saranno i criteri di individuazione dei membri della commissione».

Per Edio Costantini non si tratta di una questione meramente strumentale: «Non discutiamo la riduzione della commissione edilizia ma ci pare una forzatura tutta questa fretta. La richiesta del rinvio voleva essere uno stimolo a una migliore discussione, si è persa un’occasione di innalzare il livello della politica». Per Paolo Turano dell’Udc il problema sta nella mancanza di partecipazione e di trasparenza: «Rispetto la scelta della riduzione ma non la condivido. Negli ultimi quattro anni e mezzo la commissione ha esaminato 2574 pratiche, in linea con la media degli otto anni prima, e in molte di queste ha riscontrato anche gravi incongruenze». Paolo Forlì si esprime così: «Dopo l’eliminazione dalla commissione del consigliere d’opposizione, chi ci sarà a controllare il controllore? Perchè non si è prima provveduto a nominare la commissione urbanistica consiliare?».

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