SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Boston Stadium, 5 luglio 1994: l’Italia di Arrigo Sacchi sta per uscire dai Mondiali americani, la Nigeria è in vantaggio con un gol di Amunike negli ottavi di finale. Ma entra in scena Roberto Baggio, che al minuto 89 segna la rete del pareggio (finirà poi 2-1 per gli Azzurri con doppietta del Divin Codino).

Fritz Walter Stadion, Kaiserslautern: come allora l’Italia gioca in dieci per una incomprensibile espulsione (stavolta Materazzi, allora Zola). Come allora, a tenere a galla l’Italia è il solito numero 10, stavolta Francesco Totti, come Baggio contestatissimo da critica e molti tifosi. Un quarto d’ora per far capire la differenza tra un buon calciatore e un fuoriclasse: colpi di tacco smarcanti, lanci millimetrici. Su uno di questi, Grosso ricava un rigore d’oro e al minuto 93 Totti segna la rete che dà all’Italia il biglietto per i quarti di finale.

Similitudini a 12 anni di distanza, salutate da strombazzamenti di clacson e scooter sul lungomare sambenedettese (vedi Fotogallery cliccando su multimedia), similitudine anche le critiche al tecnico Marcello Lippi, che concede l’ennesima wild card ad un giocatore senza più benzina (Del Piero), tanto da tenerlo in campo a dispetto di Gilardino e Toni e persino dello scalpitante Inzaghi.

Ma se l’Arrigo di Fusignano era noto per il suo “Cul de Sacchi”, il Marcello della Versilia non è da meno. Speriamo per lui che l’epilogo sia diverso…

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