SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Chi si trovasse a osservare lo scafo su cui da alcuni giorni sono al lavoro gli operai del cantiere navale “Ascolani“ non rimarrebbe probabilmente molto incuriosito. Eppure quelli che oggi appaiono come i tristi resti di una nave qualunque sono in realtà le vestigia di una storia che non può non affascinare chi ama il mare e chi è incuriosito dalle imprevedibili vicissitudini della storia. Lo scafo appartiene infatti a quella che una volta era la Scimitar, una nave della Marina Militare Britannica al servizio di Sua Maestà la Regina Elisabetta d’Inghilterra. Dopo il refitting nei cantieri navali della nostra città diventerà un ristorante galleggiante ormeggiato nel porto di Fano. Il progetto è patrocinato dalla cooperativa di pescatori “Coomarpesca” di Fano, da Lega Pesca e da alcune banche locali e nasce da un’idea che risale a quattro anni fa.

La storia della Scimitar, come dicevamo, è all’insegna di quell’alternanza di gloria e decadenza che permea la storia dell’uomo e delle sue opere. Varata il 3 dicembre 1969 dai Cantieri Vosper Thornycroft di Porchester, la nave aveva due gemelle appartenenti alla classe delle motosiluranti Ferocity e Brave. Inizialmente usata come nave d’addestramento della Marina Militare Britannica, la Scimitar ha partecipato alla Regata del 1977 per il Giubileo della Regina Elisabetta e successivamente ha svolto operazioni di pattugliamento nel mare di Hong Kong per controllare i flussi di immigrazione clandestina dalla Cina (vedi fotogallery cliccando su multimedia).

La storia militare della Scimitar termina nei primi anni ’80. Smantellata nel 1982 e messa all’asta, fu aggiudicata da una società con sede a Panama che le mutò il nome in Aquilon. Dopo alcune traversie giudiziarie la gloriosa nave fu di nuovo messa all’asta e aggiudicata da una società di noleggio romagnola. Arrivò a Fano nel 1991 e dopo alcuni mesi subì un rovinoso incendio che la fece diventare poco più di un rudere.

Il rudere della nave delle due scimitarre incrociate rimase ormeggiato per più di dieci anni nel porto di Fano; nel 2001 l’idea del ristorante galleggiante inizia a farsi largo fra le varie proposte di ristrutturazione. Una volta definito il progetto e individuati i partner economici, la Scimitar arriva a San Benedetto il 14 febbraio 2006, trainata da un rimorchiatore. Il direttore della Coomarpesca, Marco Pezzolesi, afferma di aver scelto la nostra città perché dotata di cantieri navali dalla grande tradizione qualitativa.

Il ristorante verrà allestito realizzando una struttura in legno a partire dal vecchio scafo, l’unico testimone della passata esistenza della Scimitar. Avrà quattro sale chiuse con 150 posti a sedere e un gazebo estivo all’aperto. Una volta tornata nella sua casa definitiva, il porto di Fano, la Scimitar non verrà ancorata in quanto si troverà in un’area protetta dalle correnti stretta fra due banchine, una sulla poppa e una sul lato sinistro. La cooperativa che la gestirà ha ricevuto dal Comune di Fano una concessione demaniale di 20 anni sullo specchio acqueo. Si tratterà del primo ristorante galleggiante in acque marine in Italia.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 2.490 volte, 1 oggi)