La Fifa non è il paradiso del calcio, perché se quattro anni fa un arbitro chiamato Byron Moreno ha diretto un ottavo di finale mondiale, significa che anche la creatura di Joseph Blatter mostra qualche crepa. Ma i Mondiali tedeschi sono altra cosa rispetto al noioso, polemico, rissoso e furbesco campionato italiano, quello che, scandalo intercettazioni a parte, ogni domenica si gioca in stadi sempre più vuoti, subordinati negli orari e nei giorni al volere di mamma tivvù.
Che bello, vedere tifosi di ogni parte del mondo truccati e vestiti come ad una festa carnevalesca, fianco a fianco con i tifosi della squadra avversaria. Che bello vedere che ad una partita di calcio non occorre per forza insultare, minacciare, i tifosi dell’altra squadra, ma è possibile anche abbracciarli, sorridere, berci una birra con curry wurst dopo la partita, sia se si è vinto che se si perda. Un Mondiale che ci fa vedere il calcio in maniera più giocosa. Ma stiamo tranquilli: da settembre ricomincerà la guerra del tifoso italiano. O no?

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