SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Referendum costituzionale del 25 e 26 giugno, il senatore Amedeo Ciccanti prende posizione. E invita i cittadini a votare SI per «correggere subito la riforma del Titolo V della Costituzione voluta dalle sinistre nel 2001, che ha disastrato l’Italia e ha provocato un contenzioso fra Stato e regioni davanti alla Corte Costituzionale, mai conosciuto finora nella storia repubblicana». Il parlamentare dell’Udc ha dunque sostenuto la necessità di correggere una Costituzione che sarebbe stata gravemente manipolata dal centro sinistra. Ecco uno stralcio della sua analisi, estrapolata dall’intervento del senatore in una riunione con i simpatizzanti Udc tenutasi sui monti Sibillini: «Anche le sinistre riconoscono unanimemente che la devoluzione in senso federalista dei poteri dallo Stato alle regioni, fatta da loro con una maggioranza di soli 4 voti, è stata un errore e non funziona e condivide con il richiamo all’interesse nazionale le correzioni che entrerebbero in vigore subito, ma poi dice no perché non condivide la parte relativa al premierato e all’abolizione del bicameralismo, che invece entrerebbero in vigore nel 2011 e nel 2016, lasciando tutto il tempo agli schieramenti di rivedere e riscrivere questa ultima parte della Riforma».
Il senatore Ciccanti, negli ultimi giorni, era salito agli onori della cronaca per essere stato nominato responsabile nazionale Udc dell’organizzazione del partito. Prima della nomina ufficiale erano trapelate alcune indiscrezioni sulla stampa locale, prontamente smentite dalla segreteria del senatore e definite “chiacchiericcio”. Il nuovo ruolo conferito all’uomo politico ascolano è molto delicato: dovrà affrontare il segretario nazionale Cesa nella riorganizzazione del partito dopo la ridefinizione della classe dirigente in seguito alle elezioni politiche .

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