ASCOLI PICENO – Vasta operazione di tutte le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Ascoli Piceno che, in una sola giornata, hanno visitato ben cinquanta distributori stradali di carburanti per autotrazione situati in diverse località della provincia picena.

I controlli, effettuati in parte anche con l’ausilio del personale dell’Ufficio Metrico, hanno riguardato la regolarità delle quantità erogate dagli impianti, la conforme qualità e natura dei prodotti posti in vendita (benzine, gasoli, g.p.l. e metano), la corretta applicazione delle normative del settore inerenti la pubblicità dei prezzi? praticati alle pompe e, naturalmente, anche l’osservanza delle specifiche norme fiscali del particolare settore.

Il piano provinciale si inserisce in una più vasta attività compiuta dalla Guardia di Finanza in tutta la regione Marche, pianificata e coordinata dal Comandante Regionale Marche di Ancona – Generale di Brigata Michele Calandro, finalizzata alla difesa dei diritti del consumatore.

Le 12 pattuglie dislocate nella provincia ascolana hanno incentrato la propria attenzione verso 50 impianti di distribuzione di carburanti di ogni natura (benzine, gasoli, g.p.l. e metano), rilevando irregolarità nei confronti di 7 esercizi. E’, tuttavia, da sottolineare che le irregolarità hanno riguardato solamente aspetti di natura amministrativa, prevalentemente individuati nell’inosservanza dei dettami ex art. 15 del Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206 in materia di pubblicità dei prezzi, a seguito delle riscontrate esposizioni dei prezzi praticati al consumo in modo non visibile dalla carreggiata stradale ovvero, nei casi più gravi, completamente omesse.

In un solo impianto sono state constatate deficienze oltre il legale consentito di 751 litri di benzina senza piombo e di 309 litri di gasolio – a seguito delle quali sono scattate le contestazioni di natura amministrativa -, mentre, in altri limitati casi, di lievi deficienze di quantità rientranti nel cali legalmente ammessi. Sul fronte fiscale, invece, sono state constatate omesse certificazioni di corrispettivi per circa 1.200 euro.

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