Samb. Ci ha scritto un certo signor Gino De Angelis (se ce lo concede pubblichiamo anche la sua e mail) che ci ha fatto alcune accuse, una gravissima al sottoscritto.

Secondo lui noi stiamo sottovalutando l’importanza di certi segnali negativi (fisco, perquisizioni ecc) riguardanti i fratelli Tormenti, neo proprietari della Sambenedettese Calcio. “Basta leggere i giornali per saperli” ci suggerisce De Angelis come se la nostra INDIPENDENTISSIMA testata… dipendesse da quello che scrivono gli altri. Ci accusa di aver descritto Alberto Soldini come una brava persona. Altra assurdità e malignità gratuita. Mi accusa, pur avendo le prove contrarie, di essermi inventato una telefonata ad Alberto Soldini per fame di protagonismo e perché contavo di entrare in società. Chi ha assistito alle telefonate con Soldini (tra i quali Remo Croci, Roberto Beni e Francesco Chimenti) può tranquillamente testimoniare quanto accadde alla vigilia di Cittadella-Samb. Per la sua seconda ipotesi, preciso che la mia proposta non era di entrare in società ma di aiutare Beni, Croci e Chimenti a gestire quel delicato momento. Cosa che i tre possono altresì testimoniare.

Entrare in società? Non la ritengo nè un cosa offensiva nè un qualcosa da nascondere: non mi dispiacerebbe (credo di avere la fedina pulita e di non essere nè stupido nè incompetente) ma non ho mai usato vie traverse o cercato raccomandazioni in tal senso. Fosse andata in porto una determinata trattativa forse sarebbe accaduto ma non per mia volontà bensì per la fiducia (credo di essermela meritata, non solo per le capacità manageriali che mi attribuiscono) che determinate persone hanno nei miei confronti: non mi sarei rifiutato poi i fatti mi avrebbero premiato o condannato. Tra l’altro il mio cinquantennale amore per la Samb non dà luogo ad equivoci come testimoniò molto palesemente il periodo Venturato. Al signor De Angelis ricordo anche che non basta tirare il sasso e nascondere la mano: se vuole metto a disposizione le mie testate per un’intervista con tanto di fotografia su quello che noi avremmo omesso colpevolmente sui nuovi proprietari della Samb Calcio.

Ricordo all’uopo soltanto un mio DisAppunto, che può rileggersi, nel quale, esaminando l’attuale situazione societaria, dico che soltanto la mancata iscrizione in C1 (cosa sulla quale De Angelis dubita) potrebbe porre interrogativi sulla reale volontà dei fratelli Tormenti. In caso contrario avrebbero finalmente riazzerato la Samb, tirando fuori, per la prima volta dopo vent’anni, soldi veri.

Tanto dovevo al signor De Angelis e a tutti i nostri lettori

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