SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il rilancio della pesca sambenedettese passerà necessariamente per il nuovo “Centro Reti” inaugurato sabato 17 giugno presso la Rotonda Merlini sul lato nord del glorioso stadio Ballarin. Si tratta di una struttura che è stata concessa dal Comune al Cerf Pesca (consorzio europeo di ricerca e formazione sulle tecnologie della pesca marittima). Il consorzio è attivo dal 2000 e si propone di fronteggiare la crisi del settore ittico tramite lo studio di nuovi strumenti di cattura (nel mediacenter dell’homepage potrete vedere l’intervista all’amministratore delegato Nazzareno Torquati).

L’idea è la realizzazione di un piano strategico per il rilancio della produttività del mare Adriatico, depauperato da anni di sfruttamento eccessivo della risorsa ittica. Il dimezzamento della flotta peschereccia sambenedettese e il gap riproduttivo di tutte le specie ittiche del nostro mare sono dunque le due facce di una stessa medaglia. Solo con l’utilizzo di reti selettive a maglia larga si può ridurre l’attuale attività di pesca indiscriminata che mette a repentaglio la riproduzione delle specie ittiche. Nel Centro Reti si studieranno proprio le innovazioni possibili negli strumenti di cattura, mettendo a sistema il patrimonio della nostra tradizione con i software innovativi sperimentati nel Nord Europa. Studiando l’Adriatico per renderlo un bacino naturale di maricoltura, approntando banche dati per organizzare fermi biologici selettivi e regolamentare diversamente le macro zone di pesca. E divulgando i risultati ottenuti fra i pescatori, per farli “entusiasmare al cambiamento”, come dice Torquati.

Reti a maglia larga, dunque, ma anche sostituzione delle turbosoffianti attualmente impiegate per la pesca delle vongole e sperimentazione delle nasse per la pesca degli scampi. E infine la stesura di un progetto complessivo, integrato dai dati scientifici ed economici raccolti, che cercherà di ottenere il finanziamento dei Fondi Strutturali europei per il periodo 2007/2013. «Dovremo avere una grande capacità organizzativa per presentare questo progetto – dice Torquati – e se riusciremo a entusiasmare la marineria sambenedettese potremo essere all’avanguardia in Europa». Il nascente Parco Marino del Piceno potrà accompagnare questo progetto portando avanti la concezione di mare come estensione del territorio. I Fondi europei, se arriveranno, porteranno un sostegno ai pescatori in caso di fermo biologico prolungato. Infine la divulgazione culturale e scientifica presso i pescatori stessi, per diffondere la conoscenza dell’ecosistema marino e innescare una dinamica virtuosa.

L’ambizioso progetto si avvale delle competenze della Cooperativa dei liberi naviganti piceni, dell’Ipsia con la sua nave scuola, delle Università di Camerino e di Ancona per il supporto scientifico, dell’Eurispes Marche per i dati statistici. Ma non si guarda al nuovo senza appoggiarsi al passato; qui sta la componente sentimentale del nuovo Centro Reti che, come racconta Torquati, è nato “per fornire un’ampia struttura dove si possano dispiegare le reti e dove gli anziani pescatori possano fare con calma le loro discussioni”.

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