SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Stanno bene i marittimi italiani che dalla fine del mese di maggio si trovano in stato di fermo a bordo delle loro navi nel porto della capitale della Guinea Bissau, stato africano della costa nord-occidentale. Il Ministero degli Affari Esteri ha risposto al telegramma inviato dal sindaco Giovanni Gaspari lo scorso 6 giugno, offrendo alcune precisazioni. Nella comunicazione ci sono infatti i dati precisi sul numero di imbarcazioni sequestrate e sui nomi dei marittimi italiani. I motopescherecci in stato di fermo nel porto della capitale della Guinea Bissau sono il Genevieve, l’Agia Agana, il Meridian e lo Yurong, tutti di proprietà di armatori di San Benedetto del Tronto. A bordo del Genevieve ci sono il Capitano Marco Bruni e il direttore di macchina Giorgio Spinozzi; a bordo dell’Agia Agana il capitano Giuseppe Di Fronzo e il direttore di macchina Domenico Pulcini; a bordo del Yurong il Capitano Domenico Migliorini ed il direttore di macchina Renato Scarpantoni; a bordo del Meridian, infine, non ci sarebbe nessun italiano. A questa lista si aggiunge anche il motopeschereccio Marlin, il cui capitano è Franco Marucci di Martinsicuro. Il sequestro di questa imbarcazione risale però alla fine di aprile.

I motopescherecci sono stati sequestrati per aver pescato nella zona economica esclusiva di Bissau e per aver praticato attività di pesca “accessoria? non consentita. Dato che in Guinea Bissau non c’è un’ambasciata italiana, la questione è seguita dall’ambasciatore a Dakar nel vicino Senegal e dall’incaricato del Console Onorario a Bissau. Il Console è infatti in Italia perché malato, ma il suo incaricato è potuto salire più volte sulle navi, constatando le buone condizioni di salute dei marittimi. Il personale italiano comunque si tiene in contatto con le famiglie grazie ai telefoni satellitari.

Per il dissequestro del Genevieve, recidivo, le autorità di Bissau richiedono il pagamento di un’ammenda di 350.000 dollari americani, mentre non è ancora nota la cifra richiesta per il dissequestro degli altri tre pescherecci. Per quanto riguarda il Marlin l’ammenda è di 500.000 dollari americani.

Il nostro ambasciatore a Dakar si propone di recarsi personalmente a Bissau all’inizio della prossima settimana e nel frattempo ha preso contatto con il capo della delegazione dell’unione europea e con l’ambasciatore del Portogallo a Bissau, facendo presente le preoccupazioni italiane di fronte al protrarsi della situazione e auspicando che, una volta pagate le ammende previste dalla legislazione locale, sia consentito al personale a bordo dei motopescherecci di riprendere l’attività di pesca.

Secondo quanto riporta l’Ansa, inoltre, il ministro degli Esteri Massimo D’Alema ha inviato un messaggio al presidente della Guinea Bissau, Nino Vieira, che lo riceverà personalmente dal nostro ambasciatore a Dakar. Nel messaggio D’Alema chiede un intervento diretto del presidente per far rientrare al più presto i marittimi in Italia.

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