SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Domenica 18 giugno, in concomitanza con il primo consiglio comunale, il neosindaco Giovanni Gaspari annuncerà i nomi del suo nuovo esecutivo. In questi ultimi frenetici giorni il primo cittadino ha incontrato i segretari di partito e ha comunicato loro la distribuzione delle cariche fra le varie forze della maggioranza di centrosinistra: 2 assessori per i Ds, un assessore a testa per Rosa nel Pugno, Rifondazione Comunista, Verdi e Unione. Un assessore sarà un personaggio esterno ai partiti. Il vicesindaco e il presidente del consiglio comunale saranno appannaggio della Margherita. Gli ex candidati sindaco Costantini e Martinelli dovrebbero svolgere un ruolo di garanzia come vice presidenti del consiglio comunale.

La composizione della Giunta ricalca dunque la distribuzione dei voti nelle ultime elezioni fra i partiti della maggioranza, che vede in testa i Democratici di Sinistra (23,18% dei voti totali), seguiti da Margherita (11,26%) e Rosa nel Pugno (7,12%). I “petali? otterranno dunque due nomine importanti ma non avranno assessori mentre la Rosa nel Pugno si dovrà accontentare di un assessore “pesante?, vedendo quindi frustrata la richiesta di vedere il proprio capofila Leo Sestri (410 voti) come presidente del consiglio comunale. Negli ultimi giorni era stato ventilato una sorta di ostruzionismo verso Sestri per il suo passato di assessore della Giunta Martinelli. Gaspari, dopo l’incontro odierno con il segretario comunale della Rosa nel Pugno Federico Falaschetti e con Sestri stesso, ha però dichiarato l’assoluta mancanza di pregiudiziali politiche in tal senso: «Per numero di voti conquistati e per capacità personali Sestri potrebbe benissimo rivestire il ruolo di assessore».

Chiarito definitivamente l’argomento della distribuzione delle cariche, Gaspari non ha potuto fare a meno di subire domande su deleghe e nomine ai vertici delle società partecipate e della Riserva Naturale della Sentina. Senza entrare nei particolari, il sindaco ha chiarito così la sua linea: «Cercherò di delegare il più possibile, non voglio accentrare i poteri su di me. Tratterrò sicuramente le deleghe agli Affari Generali e alla Polizia Municipale, che per legge spettano al sindaco. Sulle partecipate non c’è fretta di decidere. Ho stimato molto Bagalini e Damiani che dopo le elezioni hanno prontamente rimesso nelle mie mani il loro mandato».

Sull’ipotesi di dare deleghe ai consiglieri Gaspari è stato chiaro: «Una legge che ritengo rivedibile non consente di farlo, dato che il consiglio comunale è organo di indirizzo mentre la Giunta è organo di gestione. Condivido però la scelta dei sindaci di Roma, Milano e Torino, che si avvalgono di consiglieri delegati generando tutta una serie di positivi benefici».

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