SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Per introdurre la serata iniziale del Festival Ferré, si è tenuta giovedì 15 giugno una tavola rotonda sul tema “La traduzione delle canzoni di grand’autore”, con gli ospiti della serata di apertura: oltre al direttore artistico del festival Giuseppe Gennari, c’erano il giornalista e responsabile artistico del Premio Tenco Enrico De Angelis, due grandi cantautori come Nanni Svampa e Alessio Lega, Serge Utge-Royo alto cantante franco-catalano, i poeti Mauro Macario e Paolo Cristalli, e Paolo De Bernardin, critico musicale RAI.

Il dibattito, svoltosi in un clima di amicizia, di stima e di confronto, è ruotato attorno al tema della traduzione: la discussione è stata accesa, ma mai noiosa, intervallata da piacevoli ed interessanti regressi della memoria delle personalità intervenute e di esperienze vissute.

Un tema alquanto difficile, quello della traduzione, poiché tradurre una canzone non è cosa facile. Dopo una breve premessa del giornalista Enrico De Angelis, che ci ricorda che negli anni passati si pensava soltanto alla traduzione del titolo di una canzone, senza pensare al resto, non poteva non partecipare al dibattito Nanni Svampa, da anni impegnato nel trasportare la musica francese in dialetto milanese.

Svampa, che ha iniziato la propria esperienza musicale traducendo canzoni popolari con un gruppo di amici, sottolinea come l’epiteto di cover non gli appartenga: “Non mi sono mai sentito un cover poiché quando traduco ricreo ambienti, faccio mie le canzoni. Non è semplice tradurre, rendere gli stessi colori: i francesi spessissimo usano frasi fatte, ribaltano il significato, lo adattano a vicende che solo loro possono comprendere e tradurre questo in italiano è un gran lavoro.”

Un interrogativo che nel corso del pomeriggio ha trovato risposta è stato: perché quando si traduce un libro di poesie si mantiene comunque il nome del poeta in copertina mentre ciò non avviene quando si traduce una canzone? Gennari ha svelato l’arcano: “La fedeltà di una traduzione non è nella rigidità, ma nella fedeltà dello spirito.”

Dopo gli interventi di Cristalli, di Serge Utge Royo, di Alessio Lega si è concluso che purtroppo troppo spesso il mondo musicale non si rivolge alle persone, per far provare emozioni, ma si volge all’industria, pensando soltanto al proprio portafoglio.

Ciò che si cerca, con questo festival, resta comunque la comunicazione dei grandi sentimenti che ci accomunano, attraverso la parola poetica vestita di note. Insomma, un festival da seguire. Il festival Ferrè si svolgerà in due giornate: giovedì 15 presso Teatro Calabresi di San Benedetto e venerdì 16 giugno presso il Teatro del Serpente Aureo di Offida.

Nella seconda serata, che si svolgerà al Teatro Serpente Aureo di Offida interverranno Serge Utge-Royo e Ginevra di Marco. Il presentatore narrante sarà Mauro Macario. Il prezzo del biglietto per la prima serata è di 13 euro e per la seconda di 8 euro. Per informazioni 347/4759706 o centroleoferre@libero.it

(Articolo di Annalisa Cameli)

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