ASCOLI PICENO – L’operazione “Golden Belt? (“cintura d’oro?) del Comando provinciale della Guardia di Finanza ha assestato un duro colpo alla filiera della contraffazione di capi d’abbigliamento fra Marche e vicino Abruzzo. Presso un capannone industriale a Castel di Lama sono state infatti sequestrate ben 40.868 fibbie per cinture di marchi dal forte richiamo commerciale (“Dolce&Gabbana?, “Gucci?, “Louis Vuitton Paris?) e 5 stampi di metallo (vedi fotogallery cliccando su multimedia). Il materiale si trovava all’interno di scatole di cartone che stavano per essere caricate su un furgone da due persone di origine campana. Una volta scoperta la natura del carico i militari hanno sequestrato il furgone, intestato al proprietario del capannone, e alcuni cd-rom. I due campani hanno dichiarato di aver ricevuto l’incarico di trasportare la merce per conto del titolare di una ditta con sede ad Ancarano (Teramo). Nell’arco della stessa giornata la Guardia di Finanza di Nereto ha quindi compiuto un sopralluogo presso la ditta in questione, sequestrando altre 20.000 fibbie. Anche qui il titolare della ditta non ha saputo esibire né licenze né documentazioni giustificative.

Al termine dell’operazione “Golden Belt?, quindi, sono state denunciate a piede libero 4 persone: i due campani che trasportavano la merce contraffatta, il proprietario del furgone e del capannone e il titolare della ditta di Ancarano. L’accusa è di concorso nei reati penali di contraffazione di segni distintivi di prodotti industriali (art. 473) e di commercio di prodotti con segni falsi (art. 474).

Il Comandante provinciale Giuseppe Montanaro ha ribadito che “la Guardia di Finanza, secondo il decreto legislativo 68/2001, ha la missione istituzionale di contrastare la contraffazione e l’immissione in commercio di prodotti non conformi agli standard di sicurezza internazionali?. Il fiorente mercato di prodotti contraffatti turba infatti il normale andamento del mercato concorrenziale, sottrae un importante gettito fiscale all’erario e in alcuni casi non rispetta la tutela della sicurezza. Anche i consumatori dovrebbero perciò entrare in questa ottica di idee una volta che decidono di rivolgersi a questo circuito illegale per soddisfare la voglia di avere capi d’abbigliamento firmati a poco prezzo. Altro particolare da tenere in considerazione è il fatto che chi vende al dettaglio questi prodotti rappresenta purtroppo l’avamposto sul territorio di quei gruppi criminali che ottengono i veri introiti economici negli anelli più alti della filiera.

Negli ultimi mesi l’attività anti-contraffazione della Guardia di Finanza è stata particolarmente intensa nel territorio del Piceno e del vicino Abruzzo. I numeri parlano di più di 60.000 pezzi sequestrati: 56.000 capi d’abbigliamento, 3000 compact disc e dvd, 1200 giocattoli. Da non sottovalutare poi il sequestro di 9 stampi per le fibbie delle cinture, che sono stati sottoposti alle perizie dei tecnici delle principali case di moda. Per portare avanti la prevenzione di questo tipo di reati, la Guardia di Finanza organizzerà una serie di incontri in alcune scuole della provincia. L’obiettivo è sensibilizzare le giovani generazioni sia verso i negativi risvolti economici della contraffazione sia verso la necessità di tutela del consumatore .

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