SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Domenica 25 e lunedì 26 giugno si tornerà a votare per il referendum che dovrà confermare o abrogare la legge di modifica della parte II della Costituzione e la Corte di Appello di Ancona ha provveduto a nominare i 43 presidenti delle sezioni elettorali della città.
Rispetto alle ultime consultazioni amministrative del 28 e 29 maggio scorsi ne sono stati riconfermati l’80%, mentre anche la Commissione Elettorale del Comune ha nominato gli scrutatori che collaboreranno alle operazioni di voto e di scrutinio. 

Per il referendum il numero di questi ultimi scende da quattro a tre per sezione, escludendo quelle due (la numero 9 e la numero 23) che includano al proprio interno anche il compito di raccogliere l’espressione di voto dei ricoverati presso la Clinica Stella Maris e presso la RSA San Giuseppe.
In questi due casi gli scrutatori resteranno quattro ed in totale sono 135 le persone che svolgeranno questa funzione.
Per la Commissione Elettorale attualmente in carica si è trattato dell’ultimo compito svolto, poiché il prossimo consiglio comunale di domenica 18 giugno ha posto all’ordine del giorno anche la nomina dei nuovi membri della commissione che peraltro scende da sei a tre componenti.  

I seggi verranno aperti domenica alle ore 8.00 e chiuderanno alle ore 22.00, mentre lunedì si voterà dalle ore 7.00 alle ore 15.00.
La scheda sarà di colore arancione e avrà su scritto il seguente quesito: “Approvate il testo della Legge Costituzionale concernente “modifiche alla parte II della Costituzione? approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 269 del 18 novembre 2005?? 

Rispondendo sì le modifiche verranno approvate e dunque alla Costituzione verranno apportate le modifiche riguardanti la cosiddetta “devolution? e il premierato forte, mentre rispondendo no le cose resteranno immutate. Trattandosi di referendum confermativo, detto anche costituzionale o sospensivo, si prescinde dal quorum, ossia si procede al conteggio dei voti validamente espressi indipendentemente se abbia partecipato o meno alla consultazione la maggioranza degli aventi diritto al voto, a differenza pertanto da quanto avviene nel referendum abrogativo.
Gli elettori italiani chiamati alle urne in quest’ultimo fine settimana di giugno saranno 47.342.453, dei quali 22.685.258 maschi e 24.657.195 femmine, ai quali vanno aggiunti circa 2.600.000 cittadini italiani residenti all’estero che voteranno per corrispondenza 

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