SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Ditelo pure, che un po’ è merito mio». Non possiamo dare torto a Claudio Molinari, direttore generale della Samb durante tre stagioni, alcune esaltanti (la promozione in C1 del 2001-02, i play off l’anno successivo), altre terribili (la tormentata stagione 2003-04 con la complicata estate 2004, quando i Gaucci si disinteressarono di Samb).
Tre anni che sono comunque serviti per legare la Samb e San Benedetto al cuore di Claudio Molinari, che quest’inverno, nelle settimane più incredibili seguite al crack Soldini, non ha lesinato consigli ad amici sambenedettesi e giornalisti locali, lui che lavorava alla Spal, pur di dare un contributo per non far fallire la Samb (e la mossa dell’avvocato Grassani, primo ad intentare causa di fallimento alla Samb di Soldini, non sarebbe estranea ad alcune sollecitazioni proprio di Molinari).
«Ho avuto, in questi giorni, diversi contatti con amici sambenedettesi che mi hanno chiesto un mio interessamento verso la Samb» spiega Molinari, che aggiunge: «Certo che mi piacerebbe tornare con la società rossoblu. Vorrei parlare con i nuovi proprietari, anche perché il mondo del calcio è pieno di personaggi di cui è bene non fidarsi».
La palla passa alla famiglia Tormenti.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 928 volte, 1 oggi)