Ha trovato una grande risposta di pubblico l’incontro tenutosi a Martinsicuro per consentire alla cittadinanza di conoscere nel dettaglio il progetto che coinvolgerà 12 città della costa adriatica, da Porto Sant’Elpidio ad Alba Adriatica, per la realizzazione del Parco Marino del Piceno.

Massimo Rossi, presidente della Provincia di Ascoli Piceno e da sempre promotore del piano, ha illustrato le idee generali dell’istituenda area protetta, lasciando intendere che l’incontro era finalizzato a raccogliere non solo consensi, ma anche critiche e proposte costruttive.

“Tutti devono farsi carico dei problemi di quanti vedono le proprie attività limitate da questa iniziativa, che alla lunga però – ha detto Rossi – renderà il nostro territorio competitivo su ogni fronte economico”.

È seguito l’intervento del professor Froglia, del CNR di Ancona, che ha dichiarato come “il Parco Marino non deve essere un contenitore di spettacolarità, ma un’area come quella dei nostri fondali, con una fauna preziosa per il settore della pesca, su cui tutta la nostra zona ha fondato la sua ricchezza, grazie ad un’eccezionale biodiversità spesso collocata sotto la sabbia”.

Il dottor Donati, della segreteria tecnica del Ministero dell’Ambiente, ha sottolineato che si sta occupando dell’istruttoria per l’approvazione del progetto del Parco: “Stiamo lavorando per acquisire le proposte delle cittadinanze interessate dall’area protetta, affinché le istituzioni preposte facciano pervenire queste osservazioni al Ministero, e possano essere inglobate nella regolamentazione definitiva”.

Donati ha inteso sottolineare che il progetto prevede l’istituzione di un’area marina, la cui gestione sarà delegata ad un consorzio costituito dai comuni interessati, e non un parco, che altrimenti dovrebbe essere governato da un ente nominato dal Ministero.

Si è cercato cioè di rendere manifesto che l’istituzione dell’area non vuole essere un processo calato dall’alto e deciso nei palazzi del potere a Roma. In effetti le paure principali espresse dalle categorie interessate sono state proprio in questa direzione.

Hanno preso la parola al dibattito esponenti della marineria storica martinsicurese, come il consigliere provinciale e comunale dell’Udc Abramo Micozzi, che ha ritenuto la relazioni tecnica sul progetto esaustiva, ma che ha concluso il suo intervento sostenendo che “se il parco saprà conciliare territorio ed attività economiche, sarà una risorsa, altrimenti sarà l’ennesimo impedimento allo svolgimento delle attività costiere”.

Per la CONCEO Abruzzo ha parlato il portavoce Lattazio, che ha sottolineato le già gravi limitazioni che si sono imposti i vongolari per proteggere la massa pescabile, senza ottenere nessun tipo di sostegno economico da parte dello Stato e degli enti locali-

Pier Francesco Ciaralli, presidente dell’Associazione Operatori Turistici di Martinsicuro e Villa Rosa, ha sposato la posizione assunta dal professor Abramo Micozzi, sottolineando però che sono mancati riferimenti esaustivi al problema storico della costa cittadina: l’erosione.

Sono intervenuti anche il presidente dell’associazione turistica e il sindaco di Alba Adriatica, Valerio Caserta.

Come era prevedibile le perplessità sono venute principalmente dalle categorie di pescatori, che hanno più volte manifestato il loro dissenso: molti hanno abbandonato rumorosamente l’aula, mentre altri hanno alzato il tono quando si sono visti accusati di essere gli unici responsabili dello sterminio indiscriminato di specie di pescato, come le vongole. “È l’inquinamento – hanno gridato – il vero problema: quest’anno ci sono state quattro morìe, causate prevalentemente dall’altissima presenza di piombo negli scarichi dei fiumi. La difesa del mare è un nostro interesse, ed è per questo che pretendiamo che i controlli partano dai corsi d’acqua, divenuti ormai vere e proprie discariche a cielo aperto”.

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