SAN BENEDETTO DEL TRONTO – I Carabinieri diretti dal capitano Giancarlo Vaccarini hanno tratto in arresto un tunisino di 21 anni che si trovava nei dintorni della stazione ferroviaria di San Benedetto. In seguito a un controllo di routine, infatti, è risultato che sul ragazzo pendeva un provvedimento di espulsione che risaliva al mese di maggio. Insieme a lui c’era un connazionale, totalmente sprovvisto di documenti, che è stato condotto in Questura per l’identificazione e la successiva espulsione dal territorio nazionale.

In giornata, intanto, la Corte di Cassazione ha emesso una sentenza che stabilisce che il clandestino recidivo non può essere arrestato per non aver ottemperato ai provvedimenti di espulsione. Chi disubbidisce all’ordine di abbandonare l’Italia può solamente essere accompagnato in un centro di permanenza temporanea e, successivamente, essere trasferito oltre confine.

La Corte di Cassazione, pronunciandosi in questo senso con la sentenza 19.436, ha contraddetto un’altra sentenza del Tribunale della libertà di Bologna che aveva negato gli arresti domiciliari a una clandestina di 24 anni, senza fissa dimora e senza un lavoro stabile, che era stata arrestata per non aver rispettato tre provvedimenti di espulsione.

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