SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Venerdì 2 giugno si è inaugurata alla Palazzina Azzurra di San Benedetto la mostra antologica “Nelle vene del legno la linfa dell’arte” dell’artista Claudio Bonanni. Un distinto anziano signore, nato in Piemonte e vissuto a Modena, dove ha lavorato come ideatore nel campo della moda. Con il pensionamento dalla vita lavorativa si trasferisce a Francavilla al Mare, in provincia di Chieti, dove risiede e lavora ormai da più di 25 anni. Proprio nel centro Italia risiedevano le proprie origini familiari, e a Perugia ha studiato economia. Bonanni è un artista autodidatta, con una sua personalissima ed originale tecnica.

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Come è iniziata questa sua bella avventura nel campo dell’arte?

Veramente ho sempre avuto questa passione e già da bambino eseguivo pittura su legno. Poi quando mi sono trasferito a Francavilla, mi sono dedicato alla sistemazione della mia casa e al restauro, in particolare quello del legno, alla collezione di mobili ed armi antiche. Ho iniziato ad elaborare la mia tecnica pittorica circa 20 anni fa, ma solo per caso da cinque anni le mie opere sono state conosciute, quando un mio nipote mi ha incoraggiato a presentare il mio progetto al Ministero dei Beni Culturali.

In seguito che cosa è avvenuto?

Ho avuto grandi riconoscimenti per le mie personali fatte in Italia ed all’estero. Ho avuto il primo premio in Sicilia e a Barcellona e alcune mie opere sono collocate nell’archivio bio-iconografico della Galleria d’Arte Moderna di Roma. Ho anche una quotazione nel notiziario dell’Accademia Internazionale d’Arte Moderna. Tra i premi internazionali ricordo il nobel dell’arte ricevuto a Montecarlo.

Ci può descrivere la tecnica con cui realizza le sue opere?

Si tratta di pittura a risalto o tridimensionale ed è la tecnica degli antichi mobilieri, che ho personalizzato ed arricchito con le mie fantasie di colori e di linee. Tutto è partito dalla radica di rosa del mio giardino, dopo che il mio fornitore di legni me ne aveva suggerito l’impiego. Ho quindi usato anche gli altri legni pregiati come palissandro, ebano, noce,mogano, frassino, tiglio. Compongo le mie figure con strati sottilissimi di questi legni che vengono incisi, scolpiti, sovrapposti e assembrati. Le naturali venature e sfumature del legno vengono evidenziate da tinture impregnanti. Infine il lavoro viene sottoposto a laccatura e l’effetto finale è quello di un bassorilievo.

Quali sono i soggetti da lei rappresentati?

I soggetti sono vari, ma prediligo la natura che è anche scenario delle figure umane che la popolano. Vi sono inoltre soggetti che descrivono tematiche sociali e di costume. La mostra alla Palazzina Azzurra presenta circa 60 opere che illustrano la varietà delle mie principali tematiche.

Insomma, è una specie di poesia ed esaltazione del legno quale materiale naturale; perché tale scelta?

Oltre al rispetto per la memoria del passato è certamente una tecnica eterna, infatti i mobili antichi possono essere rinnovati con semplicità, senza rifacimenti, con la sola laccatura e con un risultato identico all’originale. Non esiste altra tecnica pittorica che permetta tutto ciò.

In che modo fa conoscere la sua tecnica?

Attualmente insegno la mia tecnica presso l’Istituto d’Arte di Penne, da cui ricevo enormi gratificazioni per il grande interesse mostrato dagli allievi. È inoltre in corso di elaborazione un video didattico, che sarà presentato in tutte le scuole d’arte italiane. Nel video sono spiegate tutte le fasi esecutive della realizzazione di questa tecnica tridimensionale.

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