SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il sindaco Gaspari ha incontrato oggi le delegazioni delle otto liste che hanno sostenuto la sua candidatura, in vista della composizione della giunta.
La Rosa nel pugno chiede la presidenza del consiglio per Leo Sestri, primo degli eletti della lista, e un assessorato all’altro consigliere, Giancarlo Vesperini, preferibilmente la cultura. Se le due richieste venissero accettate, al posto di Vesperini entrerebbe in consiglio il primo degli eletti, Giuseppe Laversa, mentre Sestri manterrebbe il suo seggio. Il partito ha ottenuto alle elezioni 1.918 voti, pari al 7,12%. All’incontro con il sindaco Gaspari hanno partecipato il segretario comunale Federico Falaschetti e quello provinciale Umberto Perosino.
D’altra parte anche la Margherita chiede la presidenza del consiglio, più il vicesindaco e un assessorato. Per questo ha indicato al sindaco Gaspari i nomi dei quattro eletti: Antimo Di Francesco, Giulietta Capriotti, Libero Cipolloni, Fernando Palestini. La delegazione del partito era formata dal segretario comunale Andrea Manfroni, da quello provinciale Valeria Senesi e dal consigliere regionale Sandro Donati. La Margherita aveva ottenuto l’11,26%, ovvero 3.032 voti. Nell’ipotesi che gli assesorati alla Margherita siano due, entrerebbero in consiglio comunale Nazzareno Menzietti ed Enrico Pompei, primi dei non eletti.
Gli assessorati dovrebbero essere otto, probabilmente così ripartiti: tre ai Ds, due alla Margherita, uno a testa a Rifondazione Comunista, Rosa nel Pugno, Verdi. Ma in questo modo rimarebbe senza rappresentanza in giunta l’Unione (lista formata da Italia dei Valori, Movimento dei Repubblicani europei, Psdi, Udeur), che però ha ottenuto 1.025 voti, il 3,81%, ovvero più di Verdi (695, 2,58%) e Rifondazione (986, 3,66%). La delegazione dell’Unione era formata da Dante Merlonghi (Idv), Stefano Giorgi (Re), Paolo D’Antonio (Psdi), Luigi Contisciani (Udeur), i quali fanno sapere che presenteranno una rosa di nomi quando e se sarà chiaro il tipo di delega che dovesse essere assegnata al loro schieramento.
Il segretario comunale di Rifondazione Comunista Ezio Vallorani afferma che il suo partito “pretende? un assessorato: «non l’“assessorato all’aria fritta?», precisa, anche se al sindaco non avrebbe indicato né una rosa di nomi, né il tipo di deleghe. Sembra che in “pole position? per un incarico sia il primo dei non eletti Settimio Capriotti, già in consiglio comunale per due mandati. Ma alle sue spalle, per numero di voti, c’è Luisa Puzielli, che il partito si aspettava di vedere eletta.
Quanto ai Verdi, la cui delegazione era formata dal consigliere Andrea Marinucci e dagli iscritti Paola Casciati e Sauro Bassetti, la rosa di nomi fornita al sindaco è composta dai tre più votati: lo stesso Marinucci, il segretario comunale Paolo Canducci e quello provinciale Pietro D’Angelo. L’assessorato “preferito? è naturalmente quello all’ambiente, oppure quello alle politiche giovanili, sport, turismo. Non i lavori pubblici. Non è escluso che Canducci e D’Angelo vengano nominati uno assessore, l’altro alla presidenza dell’organismo di gestione della Riserva naturale della Sentina.
Ai Democratici di sinistra (6.241 voti, 23,18%) potrebbero andare tre assessori. Il segretario comunale Felice Gregori e quello della sezione Sanità Giuseppe Cameli non hanno fornito nomi al sindaco, limitandosi ad indicare i nove consiglieri eletti come “papabili?. Una indicazione che potrebbe non essere rispettata, se all’urbanistica venisse nominata Emanuela Mazzocchi. Ma neppure è escluso che tra gli otto assessori possa esserci qualche “esterno?. In consiglio comunale potrebbero comunque subentrare Lorella Bovara e Fabio Urbinati, forse Giuseppe Cappelli.
I Comunisti italiani, con il segretario comunale Giovanni Menzietti (che stasera stessa rassegnerà le sue dimissioni da tale incarico nel partito per non aver ottenuto nessun consigliere comunale con l’1,33% dei voti), ribadisce che non chiede nulla, rimettendo tuttavia al sindaco la decisione di assegnare al suo partito un incarico “politico?, se lo riterrà opportuno o possibile. In vista un ruolo in una società partecipata.
Infine l’Unione democratica per San Benedetto (644 voti e 2,39%, nessun consigliere comunale), che chiede di istituire organismi di partecipazione come un “forum dei partiti, dei movimenti e delle associazioni?, che si riunisca periodicamente per valutare l’operato dell’amministrazione: giunta e consiglio comunale. La delegazione era formata da Paolo Virgili, Anna Rosa Cianci, Antonio Savino, Piermaria Rimoldi.

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