E’ una lettera alla nostra redazione ma può valere benissimo un articolo giornalistico e anche di più. Il Pronto Soccorso del nosocomio sambenedettese non funziona o meglio ancora è a rischio. Tempo fa proprio noi scrivemmo di una persona che stanca di aspettare (tre ore) tornò a casa per ripresentarsi due ore dopo con un infarto in corso. Tutto finì con qualche pace maker. Il caso attuale è meno grave ma purtroppo non isolato. I casi simili sono molti di più. Dovremmo forse aspettare… il morto per porvi riparo? Speriamo di no. Ecco il testo integrale che vale molto di più di un mio DisAppunto:

Gentile redazione di Sambenedetto oggi,
lunedì 29 maggio alle 11 sono andata a votare e sono malauguratamente caduta
dalla bici ferendomi al gomito sinistro.
Alle 14.30 mi sono recata al Pronto Soccorso perché dalla ferita usciva molto
sangue. Al triage mi hanno detto che avrei dovuto aspettare tre ore e allora,
rassegnata, mi sono seduta. C’erano molte persone, ovviamente bisognose di
cure, e in particolare due giovani ragazzi tedeschi che erano caduti da un
tandem. La ragazza aveva una bruttissima ferita al fianco sinistro e piangeva.
Inoltre, non capendo bene la lingua, erano confusi e smarriti. Il Pronto
Soccorso dell’Ospedale di San Benedetto non è esattamente il luogo migliore per
trascorrere un pomeriggio…Dopo aver atteso invano le tre ore ho chiesto
all’infermiere se c’era qualcuno disposto a medicarmi e mi ha spiegato che
davano la priorità ai casi più gravi. Alle 19.30 esasperata e senza aver
ricevuto alcuna cura sono tornata a casa. Ovviamente la mia ferita si è
infettata e così mercoledì alle 22 mi sono nuovamente recata al Pronto
Soccorso. Stavolta l’attesa è stata “solo? di un’ora e mezza e finalmente un
medico mi ha visitata. Quando ha visto che la ferita era infetta mi ha sgridata
perché non mi ero subito recata al Pronto Soccorso e perché a due giorni di
distanza la medicazione era più difficile e dolorosa. Ho cercato di spiegargli
come erano andata le cose e si è scusato dicendo che non hanno personale, che
mancano gli spazi e così via. Ho letto sui giornali che durante i mesi estivi
non ci si dovrà recare al Pronto Soccorso se non per casi di effettiva gravità
per non creare disagi e allungare i tempi di attesa. A mio parere la soluzione
non sta nell’impedire alle persone l’accesso alle cure ma nel dimensionare
correttamente il servizio in modo da garantire a tutti, cittadini e turisti,
cure efficaci in tempi ragionevoli.
Insomma io ora ho due punti al gomito, è di certo una sciocchezza ma auguro a
voi e a tutti i vostri lettori di stare sempre bene e di non dover mai
ricorrere alle cure del Pronto Soccorso della nostra amata città…

La vostra affezionata lettrice

Albina Papini

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