SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «I veri responsabili della sconfitta del centrodestra sono Guido Castelli, Amedeo Ciccanti e Gianluigi Scaltritti. Questo gioco è tutto a favore dei politici ascolani, i quali hanno tutto da guadagnare in un indebolimento dei partiti sambenedettesi e fanno di tutto per spaccare e distruggere». A queste parole dell’ex sindaco Martinelli, affidate nei giorni scorsi ad un comunicato stampa, risponde oggi il segretario provinciale dell’Udc Paolo Turano.

«Una volta per tutte», scrive Turano, «e augurandoci che sia l’ultima, respingiamo indignati e ancora una volta offesi le squallide e livorose dichiarazioni di Martinelli verso l’Udc di San Benedetto. Ogni volta che parla solleva una polemica: dove c’è lui c’è rissa. Non gli è bastato distruggere la Casa delle libertà con le sue bizzarrie, tra cui le umorali e cervellotiche dimissioni, che hanno messo in ginocchio la città, ma ha seguitato la sua opera distruttrice fagocitando Forza Italia e portandola ai minimi storici. È un “re Mida alla rovescia? come lo ha definito qualcun’altro: tutto quello che tocca diventa fango, che poi mette nel ventilatore delle sue esternazioni!».

«Consapevoli di questo virus politico sambenedettese», prosegue Turano, «che non sappiamo ancora se genera solo zizzania o porta jella, ci siamo tenuti alla larga da lui dopo la deludente e travagliata esperienza che ci ha fatto fare. L’elettorato ci ha dato ragione sia per la scelta di Costantini (un uomo assennato!) che per la proposta politica. Pensavamo che a Martinelli dopo aver dimezzato i voti della sua lista illudendo tanti suoi ingenui candidati su una rivincita impossibile, e dopo aver fatto perdere a Forza Italia il 15% dei consensi infatuando alcuni dirigenti di quel partito, la vergogna o il buongusto gli consigliassero il riserbo, se non addirittura il silenzio».

«Invece no», conclude Turano, «dopo aver sputato veleno su tutti, attacca anche l’Udc che da sempre ha avuto il buon gusto di ignorarlo. Comprendendo il suo stato d’animo, che è quello dei megalomani sconfitti, ormai non gli è rimasto che lo specchio con cui litigare. Si consoli pure prendendo la tessera di Forza Italia, così avrà ancora qualcuno con cui azzuffarsi, ma lasci stare l’Udc; anzi, da sambenedettese vero, gli do un consiglio: faccia le valigie e se ne torni al suo paesello dal quale è partito per fare fortuna qui, tra i suoi vecchi amici comunisti e non ci dia più lezioni. Solo così lo ringrazieremo».

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