SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’allarme è stato lanciato tempo fa dalle televisioni nazionali. Gli impianti sportivi che hanno il manto in erba sintetica sono altamente cancerogeni per via di quantità di ipa, toluene e metalli pesanti presenti nello strato di gomma.
Nella nostra zona è il campo Ciarrocchi del Porto d’Ascoli Calcio ad avere adottato la formula del sintetico, un progetto costato attorno ai 300 mila euro (metà delle spese se le è accollate il Comune) e inaugurato nel settembre scorso in concomitanza con la prima gara casalinga del campionato e la benedizione del parroco Don Pierluigi.
Ma i giocatori possono dormire sonni tranquilli: l’impianto non è nocivo alla salute. In merito abbiamo interpellato il dottor Borroni, uno dei responsabili della Ditta Italgreen che ha realizzato il progetto Ciarrocchi.
«L’intasamento utilizzato possiede una percentuale di sabbia, di fibre naturali di cui cocco e torba – ha spiegato – Non abbiamo impiegato la gomma ma sostanze vegetative e additivi naturali». Motivo per cui il terreno viene invidiato da formazioni del calcio che conta e dalle piccole realtà dell’entroterra marchigiano.
Indiscrezioni, ancora al vaglio di verifiche e accertamenti, sembrano additare nelle condizioni atmosferiche con i conseguenti depositi di sostanze inquinanti presenti nell’aria, il principale colpevole della dannosità dei terreni in erba sintetica.

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