SAN BENEDETTO DEL TRONTO – I complimenti e gli auguri da più lontano arrivano dal Canada. Alla sede dell’Unione in via Balilla una folla: la famiglia, gli amici, i compagni di partito, cittadini, personalità con incarichi istituzionali.

«Voglio essere il sindaco di tutti, anche se sono stato uomo di partito», dice Gaspari, «rivolgo un ringraziamento particolare al segretario comunale del mio partito Licio Gregori e a quello provinciale Mauro Gionni, ma dedico questo risultato straordinario a tutti i partiti dell’Unione e a quei consiglieri comunali con cui ho condiviso una lunga esperienza politica, e che oggi non ci sono più [uno di questi consiglieri è Emidio Galiè, capogruppo di An, scomparso nell’estate 2004, ndr]. Abbiamo discusso e litigato per arrivare a una candidatura unitaria, ma una volta raggiunto l’accordo ho trovato un sostegno fraterno da parte di tutti. In questi mesi di campagna elettorale ho avuto anche il sostegno di molti cittadini, anche persone che non conoscevo, che mi incoraggiavano incontrandomi per strada».

I primi atti da sindaco? «Intanto festeggiare degnamente la festa della Repubblica del 2 giugno, una data importante, grande, la prima volta in cui hanno votato le donne. San Benedetto deve recuperare il suo ruolo sul territorio e il suo prestigio, a partire da un rinnovato ruolo del consiglio comunale. Metterò a disposizione della città tutto il mio tempo e una squadra di persone capaci, competenti, autorevoli». Un pensiero agli avversari: «Costantini mi ha chiamato e si è congratulato con me», dice Gaspari, «come pure un rappresentante dello schieramento che sosteneva Martinelli. Sono grato agli avversari. Oggi a noi viene data una grande opportunità, abbiamo tolto l’ancora e speriamo che sia un vento favorevole, non burrasca».

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