SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ne abbiamo abusato. Una, due, tre, mille volte. Impossibile farne a meno. Tifosi e giocatori, un tutt’uno. Una stagione nata sotto auspici nefasti, colpi di scena a ripetizione. Dapprima le critiche, poi un’intesa che è venuta cementandosi domenica dopo domenica. Senza una società alle spalle, una situazione, fuori e dentro dal campo, che si è complicata sempre di più. E ancora: girandola di allenatori, il fallimento del sodalizio di Viale dello Sport, penalizzazioni in classifica, la C1 da giocarsi ai play out. Eppure, fondamentale il sostegno vicendevole, alla fine è arrivata la sospirata salvezza. Come una favola. Tradotto. C’è il lieto fine.
Serviva il Sambodromo per l’atto finale della stagione. Tanto è stato. A dispetto di un pubblico forse leggermente al di sotto delle previsioni (4.000 circa) – comunque di tutto rispetto per la categoria – e, soprattutto, nonostante l’assenza dello striscione dell’Onda d’Urto al centro della curva Nord. Il gesto è il frutto di alcune frizioni interne al gruppo sulla cui gravità potrà essere fatta luce solo con il tempo. Nella Cioffi gli striscioni dei Baldi Giovani, del Nucleo, degli Ultras, dei Fedayn e, naturalmente, sull’inferriata del primo anello, del Tempio del Tifo. In riva all’Adriatico pure gli Sconvolts della Civitanovese. Tutti meno quello del teschio alato. Un peccato.
Giocatori e curva si diceva. Mille le difficoltà che hanno dovuto superare i primi, altrettante quelle al cospetto delle quali si è trovata di fronte la seconda, che in vista della prossima annata dovrà tentare di ricompattarsi, vuoi per le diffide che ne hanno colpito alcuni elementi di spicco, vuoi per gli attriti tra i gruppi che si sono ingigantiti nel corso dell’anno. Oggi, in alcuni momenti (su tutti le botte di metà ripresa), la sensazione è stata nettissima.
Si ripartirà. Un po’ come dovrà fare il sodalizio di Viale dello Sport, alle prese con una crisi societaria da far tremare i polsi. Ma adesso vale la pena non pensarci. Almeno dopo una salvezza così sofferta, ma per questo ancora più gustosa. D’altro canto il Riviera delle Palme di oggi è stato un catino ribollente dall’inizio alla fine, da pelle d’oca, con tutti i settori a dar manforte alla formazione allenata da Francesco Chimenti. Un solo neo: la mancanza di colore, almeno rispetto a quello che eravamo abituati, ad eccezione della sciarpata sul finire di match. Ma è solo un particolare. Per chi non ci credesse bastino gli elogi sperticati degli addetti ai lavori. Dai parallelismi con le battaglie del Ballarin a un pubblico di categoria superiore, da una tifoseria meravigliosa a questa città che non meritava di retrocedere.
Rimarrà impressa nelle menti degli appassionati l’immagine dell’impianto marchigiano a battere le mani all’unisono, a cantare, saltare e ballare per una squadra che, non è retorica, è un bene infinitamente grande per l’intera città. Arrivederci al prossimo anno Sambodromo.
TIFOSI OSPITI Una cinquantina i sostenitori valgobbini che hanno raggiunto il Riviera delle Palme. Al seguito gli striscioni Lumezzane siamo noi!!, Lumezzane Kapovolta, Forza Lumezzane e Warriors. Niente di trascendentale naturalmente, ma almeno stavolta hanno provato a fare gli ultras; tutto il contrario insomma di quanto hanno fatto vedere nel corso della stagione regolare. Vocianti e rumorosi – si fa per dire – sino a metà del primo tempo, lentamente si chetano. Raccolgono gli striscioni a una decina di minuti dalla fine per lasciare l’impianto rivierasco.
MESSAGGI MADE IN CURVA NORD “Nucleo Siempre Ultras?, è il tazebao mostrato in apertura di match dal gruppo rossoblu, che poi ha inteso ringraziare la squadra con un emblematico “L’attaccamento dimostrato va al di là di ogni risultato!!?.
Nel corso della gara altri tre messaggi su carta sono stati mostrati dal 1977. Nell’ordine: “Samb Calcio 1923…sempre fiero di te!?, “Pisanu il tuo misfatto non ci stupisce affatto!? e “Biscardi…e adesso tocca a te il processo!?.

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