Molte donne marchigiane, ben 462 sopra i trent’anni, hanno risposto agli interventi previsti dal programma PARI (Programma di Azione per il Re- Impiego di lavoratori svantaggiati) che metteva a disposizione, attraverso i bandi emanati dalle quattro Province, 125 borse – lavoro come sostegno al reddito (450 euro mensili per otto mesi) e un voucher formativo di 1000 euro complessivi. E’ questo il primo dato che emerge dal bilancio sull’attuazione del progetto PARI, sostenuto dalla Regione con l’assistenza tecnica di Italia Lavoro, l’Agenzia operativa del Ministero del Lavoro che assegnerà alle Marche per il prossimo anno circa un milione di euro da destinare alle stesse categorie di lavoratori svantaggiati, come ha annunciato oggi, in conferenza stampa, Stefania Pizzolla della Direzione generale Ammortizzatori sociali del Ministero.
“PARI rappresenta un’azione concreta ed efficace – ha spiegato l’assessore regionale al Lavoro Ugo Ascoli – per sostenere chi è rimasto totalmente fuori dal mercato del lavoro e che identifica in pieno lo spirito della legge regionale n. 2 del 2005: prendersi carico delle persone svantaggiate e accompagnarle nel reinserimento lavorativo anche attraverso lo strumento della formazione. “Una domanda che supera di tre volte l’offerta e che comunque ci aspettavamo – ha poi evidenziato Ugo Ascoli, nel corso della conferenza stampa – a conferma della bontà della scelta di individuare come beneficiari della prima misura le donne over 30. E questo è il fatto positivo, un successo notevole in termini di risposta ad un’azione innovativa come PARI, ma leggendo più a fondo il dato, ciò significa che la disoccupazione femminile è a livelli preoccupanti, come del resto in tutta Italia e trasversale a tutta la regione; da Pesaro ad Ascoli, come dire, da realtà con indicatori migliori a quelle più difficili.“
La seconda azione del progetto PARI riguardava, invece, 125 lavoratori in mobilità non indennizzati con priorità alle donne over 45 e gli stessi benefici ( borsa-lavoro e voucher formativo). In questo caso la risposta è stata meno eclatante: 80 domande in tutta la regione. “ Risposta meno assidua, ma dato più confortante a livello di protezione sociale – ha commentato Ascoli- perché evidentemente la rete di ammortizzatori sociali costruita in questi anni sta funzionando nella nostra regione e ci sono pochi lavoratori che non percepiscono alcun sussidio. Si tratterà ora di riconvertire le misure e trasferire le risorse non utilizzate dove c’è maggior domanda?. Stesso discorso per la terza misura, i voucher formativi di 1000 euro che 563 lavoratori avrebbero potuto “spendere? come “buoni? di formazione professionale personalizzata. Il dato non è ancora definitivo ma non fa prevedere alti tassi di partecipazione. Secondo l’assessore al Lavoro della Provincia di Ancona , Massimo Pacetti, “sarebbe opportuno ripensare la misura del voucher formativo elevando la quota di 1000 euro e diminuendo il numero dei beneficiari , per consentire una formazione più alta e specialistica.?
L’assessore provinciale di Ascoli Piceno, Emidio Mandozzi, ha sottolineato la risposta superiore in tutte e tre le misure rispetto alle altre province, in un territorio che nel 2005 ha visto 1500 lavoratori in mobilità di cui 1000 nel tessile –abbigliamento-calzatura.
Angelo Irano, dell’Agenzia Italia Lavoro, responsabile nazionale del progetto PARI, ha parlato di nuove prospettive : “ Insieme alle Regioni, alle Province e ai Centri per l’Impiego faremo in modo che ogni persona in difficoltà abbia un servizio che lo accompagni nel percorso di reinserimento, senza forme di sostegno passivo, ma con interventi formativi adeguati. Sarà utile per questo il monitoraggio sistematico dei bacini di sofferenza che Italia Lavoro sta realizzando per permettere di conoscere in tempo reale l’anagrafe delle difficoltà occupazionali. “

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