SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Investire di più sull’università a San Benedetto per rilanciare il tessuto culturale cittadino e la sua economia, a partire dal pieno sfruttamento del Parco marino del Piceno, sia in chiave turistica che scientifica: è questa la strategia su cui hanno concordato il candidato sindaco dell’Unione Giovanni Gaspari, il prof. Alberto Cresci dell’Università di Camerino e il prof. Renato Novelli dell’Università Politecnica delle Marche, che si sono incontrati mercoledì 24 maggio per discutere dei rapporti tra università, territorio e amministrazione comunale.
Le due università presenti a San Benedetto ricevono circa 300 nuove iscrizioni ogni anno. Entrambi i docenti hanno riferito del grande interesse suscitato presso i rispettivi rettorati dall’attività svolta nella sede di San Benedetto.
Il prof. Novelli ha inoltre sottolineato il forte rapporto delle due università con il territorio e la complementarietà dei corsi che esse offrono (sul versante economico-turistico la Politecnica, per le interazioni tra biologia, settore ittico e agroalimentare quella di Camerino). Il prof. Cresci ha pure fatto presenti gli ottimi rapporti intrattenuti con i colleghi delle altre università, compresa quella di Macerata, che insieme alle due citate ha recentemente partecipato ad un progetto per l’analisi delle problematiche nel settore agroalimentare, su commissione del Comitato di indirizzo e di controllo (Coico).
Gaspari ha fatto l’esempio di diverse forme possibili di contributo. Il Comune potrebbe infatti fornire personale non docente agli atenei, promuovere corsi e iniziative da essi realizzate, commissionare ricerche, ad esempio nel settore della tutela della qualità degli alimenti. Proprio nella zona di San Benedetto, d’altra parte, è stato portato alla luce per la prima volta in Italia il fenomeno della contaminazione degli alimenti da Itx. Ma soprattutto il Parco marino è stato individuato come «una grande opportunità da non mancare per il territorio», il punto di convergenza dei contributi che le università possono dare e del ritorno immediato che la città può averne.
Accordo infine sulla necessità di due-tre iniziative annue tra università, Comune e Provincia, sia per fare il punto della situazione, sia sotto forma di convegni, così da far percepire anche ad un pubblico più vasto la presenza dei due atenei in città, come accaduto con i convegni organizzati nei mesi scorsi coinvolgendo i dottori commercialisti delle province di Ascoli e Teramo (Università Politecnica) e sulla tematica degli Ogm (Camerino).

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