CUPRA MARITTIMA – Cosa succede se a raccontarci il mondo è un ragazzo che non è mai uscito di casa? Un ragazzo che il mondo lo ha visto soltanto mediato, attraverso internet o video girati con un telefonino? A questo quesito cercano di rispondere maicol & mirco con “First Year Without You”, personale di Kid Napped, un artista che da anni vive segregato in casa e che nessuno ha mai visto. I testi sono, oltre che dei curatori, anche di Robert Dominici.

La mostra, che chiude la stagione espositiva della Galleria Marconi, sarà inaugurata domenica 28 Maggio alle 18, ed è il secondo appuntamento di un progetto, partito con Mind Games, a cura di Karin Andersen, che prevede una serie di mostre curate da artisti che hanno esposto nella galleria, e che proseguirà anche il prossimo anno.

In un’intervista Maicol, uno dei curatori, risponde alle nostre domande o meglio, cerca di sfuggirle, tentando di mantenere fitto l’alone di mistero su Kid Napped.

Come è stata concepita l’installazione di Kid Napped e in cosa consiste la sua ricerca?

Sono 3 frame-video stampati su alluminio, grandi 100 x 50 circa. Tutto il lavoro di Kid Napped viene sempre filtrato dal computer, dalla tecnologia, una tecnologia non di altissimo livello: internet, camere fotografiche, video fatti col telefonino, insomma una tecnologia che potrebbe utilizzare chiunque.

Ma come riesce a canalizzare questo in un’opera d’arte?

L’opera di Kid Napped, da quello che riesco a vedere, è totalmente distante da una ricerca artistica, non possiede cognizioni artistiche. È una persona che usufruisce della realtà, avendo grosse difficoltà ad uscire fuori di casa. Soffre di agorafobia, e di mille altre paure, che gli impediscono di avere contatti con il prossimo, è come se fosse imprigionato in se stesso.

Allora come è possibile che parli della realtà?

Cerca più che altro di raccontarsi tramite quello che riesce a vedere della realtà, quello che penetra dal mondo esterno, che viene filtrato da internet, dalla televisione, dai libri.

E come è stato possibile contattarlo?

Chiaramente è molto difficile incontrarlo adesso, però ha avuto una vita come tutti noi, i nostri contatti avvengono via e-mail, non possiede un telefonino. Per contattarlo ha un sito, messo su per gioco, che adesso vorremmo trasformare in un sito, diciamo, più da artista, più veicolabile.

Il sito quale è?

Il sito è www.alifewithoutyou.com “A life without you” è il nome del progetto che sta portando avanti, e che porterà avanti tutta la vita, almeno è quello che stiamo discutendo in questo periodo.

E cosa significa allora il titolo della personale?

Il primo anno in cui è uscito fuori è questo qui, per questo la personale si intitola “First year without you”, primo anno senza te.

Comunque questo è l’inizio di una carriera artistica?

Non è molto interessato al mondo dell’arte, noi vorremmo trasformarlo in artista, lui semplicemente si diverte a fare quelle cose senza alcun tipo di criterio dietro, o così sembra

Kid Napped raffigura il mondo da cui fugge, ma è reale tale rappresentazione o è soltanto una persona che non riesce a trovare posto in esso?

È un disadattato, ma anche io & mirco lo siamo e rappresentiamo la realtà solo attraverso il nostro punto di vista. Io però ritengo che, il modo normale di agire attraverso l’arte, sia quello di raccontare la propria realtà, ma quando uno la racconta probabilmente è un disadattato. Kid Napped però forse su questo ci gioca un po’ sopra.

A questo punto la domanda è d’obbligo, chi è Kid Napped, dove abita e quanti anni ha?

Queste sono informazioni che non posso dare.

Non mi puoi dire quanti anni ha?

Ha la mia età più o meno, una trentina d’anni.

Come avete convinto Franco Marconi a fare una personale su Kid Napped?

Franco è sempre il primo che vaglia i progetti miei e di mirco, è sempre molto aperto ai nuovi approcci alla realtà, ed è questo che propone la mostra. Kid Napped se ne frega completamente del mezzo, non si interessa assolutamente di avere un prodotto che sia alfabetizzabile a livello artistico, e da qui risulta essere molto vero, ma anche un rebus.

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