SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Guido Castelli, consigliere regionale di Alleanza Nazionale, polemizza con la Provincia di Ascoli e con la Giunta Regionale in merito alla possibile messa in mobilità di 13 dipendenti del Consorzio di Bonifica del sud delle Marche. L’ente è attualmente gestito da un Amministratore straordinario in seguito alla fusione dei consorzi di bonifica del Tronto, dell’Aso e del Tenna.

Castelli punta l’indice sul fatto che l’articolo 3 della legge regionale 12/2004 prevede il riassorbimento del personale in esubero da parte della Provincia di Ascoli o da enti territoriali ad essa collegati. Questo riassorbimento non sarebbe avvenuto, a detta di Castelli, perché l’accordo preso fra Regione e Provincia prima della fusione dei tre consorzi prevedeva nell’arco di tre anni l’assunzione da parte della Provincia di personale prevalentemente tecnico. Poiché in seguito a questo accordo si è accertato che gli esuberi riguardavano in gran parte il personale amministrativo e non quello tecnico, la Provincia avrebbe rifiutato di assumere questi 13 dipendenti.

Un altro punto sollevato da Castelli è l’esistenza di una normativa (decreto legislativo 110/04) che vieta di applicare la procedura di mobilità del personale ai consorzi di bonifica. Nel comunicato diffuso dal consigliere regionale di AN si legge: ‹‹La Regione ha l’obbligo di annullare l’atto dell’Amministratore. Per questo senso ho proposto una specifica interrogazione al presidente della Giunta Regionale affinché intervenga sia per annullare i licenziamenti sia per indurre la Provincia di Ascoli Piceno a mantenere gli impegni del 2004. Ove ciò non avvenisse trasmetterò doverosamente il fascicolo alla Procura competente ed alla Corte dei Conti››.

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