SAN BENEDETTO DEL TRONTO – È un paracadute, quello che si sta allacciando attorno alla moribonda Samb. Ma la terra si avvicina sempre più e non c’è il tempo di pensare; occorre solo agire. Ci prova la politica sambenedettese; ci provano, forse, gli imprenditori; ci devono provare i calciatori, nella gara della loro – e della nostra – vita; ci sperano i tifosi.
Nino Capriotti, assessore provinciale allo sport, sambenedettese e cuore rossoblu, è l’uomo chiamato ad accendere una lampada nel buio: in giornata incontrerà i candidati sindaco Giovanni Gaspari e Edio Costantini; ha già parlato con Domenico Martinelli. La politica come un trampolino, l’imprenditoria sambenedettese come unica ancora di salvataggio nel mare della sofferenza. «Non si tratta di trenta o quaranta persone» spiega Capriotti, «ma c’è una decina di imprenditori disponibile ad aiutare la Samb, ognuno in base alle proprie disponibilità». Ancora: «Il 5 giugno si svolgerà l’asta per il titolo sportivo della Samb, il 31 maggio dovremo sapere qual è la base d’asta fissata dal curatore fallimentare. Se la cifra necessaria fosse un milione di euro, ci si dovrebbe muovere di conseguenza».
Tempi stretti. Tempi da brivido. «Dobbiamo sensibilizzare tutti, questo è lo slogan», continua Capriotti. Che tocca tasti romantici: «Negli ultimi cinquant’anni la città è cresciuta assieme alla Sambenedettese, un elemento essenziale per il turismo e l’immagine della città. Senza Samb stiamo tutti peggio. Ma intanto i calciatori devono vincere 2-0 per far restare la Samb in C1».
Occhio agli orologi: le lancette scorrono via. Non c’è tempo per pensare.

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