ACQUAVIVA PICENA – Ultimi giorni a contatto con la nuda terra per i professori Giuseppe Lepore ed Enrico Giorgi, dell’Università degli Studi di Bologna, che, dall’inizio del mese in corso, coadiuvati dal loro staff, sono impegnati in una campagna di scavi archeologici presso la Fortezza Medioevale. Promossi dal Dipartimento di Archeologia dell’ateneo romagnolo e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche, in collaborazione con il Comune di  Acquaviva Picena, sono circa venti i membri dell’equipe che da tre anni si adoperano, a fasi alterne, per riportare alla luce i misteri del famoso immobile cittadino. I rinvenimenti, risalenti al periodo compreso tra l’inizio del Medioevo e il Rinascimento (secc. X – XV), tra cui un vaso in terracotta dell’anno Mille, stanno suscitando grande interesse sia sotto l’aspetto propriamente archeologico sia sotto quello turistico – culturale, lasciando presagire propizi sviluppi per la cittadina. A conclusione delle operazioni di recupero dei reperti (già visitati da alcune scuole della provincia), l’inaugurazione della sede distaccata del ravennate Centro Studi per l’archeologia dell’Adriatico. L’evento, che avrà luogo sabato 27 maggio alle ore 11.30 presso Palazzo Celso Ulpiani (in via Marziale), sarà preceduto, alle 10, da una visita guidata agli scavi archeologici. «Lo scopo di questo prestigioso Istituto di Ricerca – commenta l’assessore al Turismo Andrea Infriccioli – è promuovere e favorire le ricerche e gli studi legati all’antichità del bacino adriatico. La nuova sede marchigiana (nata con il contributo della Provincia di Ascoli Piceno e dell’Amministrazione Comunale), si pone come obiettivo lo sviluppo di proficui rapporti di collaborazione tra le aree del Piceno meridionale e della Croazia, in un’ottica di ampio coinvolgimento di Enti Locali e Istituti di Ricerca Italiani e Slavi, tra cui il Museo Civico di Drniš, l’Università di Zara, il Parco Nazionale Krka e l’Ateneo bolognese».Saranno presenti alla cerimonia il preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Bologna prof. Giuseppe Sassatelli, il Soprintendente per i Beni Archeologici delle Marche dott. Giuliano De Marinis ed alcuni rappresentanti del partenariato croato. Prevista una tavola rotonda dal titolo “L’Adriatico: un ponte d’acqua?, riguardante la tutela e valorizzazione dei siti archeologici nel contesto dei rapporti tra le due sponde dell’Adriatico.               

 

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