SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Serve un accordo tra le Regioni Abruzzo e Marche per scrivere insieme la nuova legge quadro sul commercio. Lo hanno dichiarato gli assessori regionali alle Attività produttive dell’Abruzzo e delle Marche, Valentina Bianchi e Luciano Agostini, i dirigenti regionali delle due Confesercenti (Enzo Giammarino, Segretario Confesercenti Abruzzo e Paolo Perazzoli, Segretario Confesercenti Marche), il Presidente della Confesercenti Abruzzo Beniamino Orfanelli e Claudio Albonetti, Presidente Confesercenti Marche e il Vice Direttore Nazionale Mauro Bussoni, nel corso dell’incontro tenutosi giovedì scorso a San Benedetto.
L’incontro è stato organizzato per discutere della riforma organica del settore distributivo nelle due regioni, in un momento molto importante per entrambi i rispettivi esecutivi, impegnati da alcuni mesi ad affrontare il piano di rinnovamento delle leggi vigenti sul commercio, non più adeguate ad arginare il fenomeno della grande distribuzione organizzata, favorito in Abruzzo dalla deroga alla legge 62 del 1999.
“La scelta di procedere su una strada comune – ha osservato Enzo Giammarino, segretario regionale della Confesercenti Abruzzo – nasce dalla constatazione che una materia così importante non può più essere affrontata senza il coinvolgimento di regioni limitrofe, sempre più vicine grazie anche a vie di comunicazione e scambi commerciali sempre più intensi. Programmare insieme significa evitare che si possano compiere errori di valutazione, che produrrebbero squilibri ai due territori, con reciproci danni economici”.
“La grande distribuzione – ha affermato il presidente della Confesercenti Marche, Claudio Albonetti – sta cannibalizzando i piccoli esercizi commerciali, con il risultato di una progressiva desertificazione delle città. I numeri di febbraio scorso, in particolare, mostrano una forchetta di oltre 3 punti tra grandi strutture e piccoli esercizi di vicinato. Al netto dell’inflazione, poi, il distacco è ancora più lampante con iper e supermercati a + 1,3% e negozi a -1,9%”.
Ha chiesto con forza una regolamentazione concordata e da rispettare anche il Segretario Confesercenti Marche, Paolo Perazzoli, che ha manifestato la propria preoccupazione per l’impetuosa crescita della grande distribuzione nell’area di confine fra le due regioni, un bacino d’utenza nel quale, nella parte abruzzese, sono numerosissime le deroghe per le aperture festive.
“Occorre una normativa equilibrata da parte delle due regioni – ha ribadito Perazzoli – frutto di una programmazione condivisa e con regolamentazioni chiare che non lascino spazi a troppe vie di fuga, a piani deliberatamente ambigui, a ricorsi al Tar: in Abruzzo le deroghe festive sono infatti passate da 24 a 29, con un’aggiunta di altre 7 nelle zone confinanti con le Marche?.

”E’ un fatto nuovo e importante quello della collaborazione ed il coinvolgimento reciproco di regioni confinanti sulla regolamentazione del commercio e delle problematiche delle piccole e medie imprese schiacciate dalla grande distribuzione – ha dichiarato il Vice Direttore Nazionale Mauro Bussoni. Gli obiettivi di questo incontro – ha concluso Bussoni – sono la ridefinizione di un nuovo equilibrio tra piccola e grande distribuzione e l’impegno per la  promozione dello sviluppo delle pmi all’interno dei tessuti urbani?.

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