San Benedetto soffre di un eccesso di cementificazione: eppure continuano ad essere costruite delle case. Non le sembra un grave errore?

«Le case debbono essere costruite. Il nuovo Prg più che prevedere nuove edificazione, prevede quelle già esistenti. Non si prevede un granchè di nuovo, però il discorso è legato al territorio, che è piccolo e che è fortemente urbanizzato. E’ chiaro che più ne metti e più diminuisce la qualità la vita. Abbiamo bisnogno di riqualificare quelle già esistenti, rendendo i quartieri vivibili. Adesso non si sta facendo niente di particolare, c’è solo qualche costruzione. I prezzi sono alti, bisognerà dare a tutti la possibilità di acquistare. Lo si potrebbe fare solo col Prg, altrimenti i giovani saranno costretti ad abbandonare questa città. Occorre prevedere un’edilizia che possa calmierare i prezzi».

Se gli imprenditori che vogliono la Sambenedettese vi chiedessero di sbloccare la zona Brancadoro, come vi comporterete?

«La zona Brancadoro per quanto mi riguarda è già sbloccata, poichè ci verrà la cittadella dello sport. Fermo restando che anche lì è prevista un’area residenziale. Quello che volevo aggiungere, soltanto questo, non si può stare a barattare la Samb. Se a uno non gli conviene non la prende. Sul Prg abbiamo previsto un’area da poter dare alla Samb Calcio, dove potrebbe sorgere un impianto sportivo; sono convinto si debba dare un aiuto a chi la prende, soprattutto se è un locale, ma nel lecito e nella trasparenza totale. Non ci metteremo a fare i giochini».

Questione turismo: la sua opinione sulla riqualificazione del lungomare e sul “nodo” rumori notturni.

«Se sarò eletto il lungomare non sarà finito così. Da Las Vegas fino all’ex camping ci sono circa 700 metri dove verrà stravolta la circolazione. Sarà tutta un’isola pedonale con strutture ricreative e turistiche, interdette al traffico. Un contatto diretto, mare, pineta. Questo è già sul Prg. La zona a nord del lungomare è diversa rispetto a quella a sud; anche la pavimentazione potrebbe essere diversa, non è detto. L’idea è portarlo a termine, quindi, ma con qualche variazione. Per quel che concerne i rumori notturni ci sono sempre stati meno reclami. Per quella che è la mia esperienza chi vuole fare la musica fino a tarda musica voglion oafarla 4-5 chalet. La discoteca non si potrebbe fare, per tanti motivi. E’ vero però che si cerca una via per trovare un punto d’accordo. L’attuale compromesso mi sembra giusto, chi vuole andare oltre le 2 si deve dotare dei “tetti suono”, altrimenti niente».

Di raccamandazioni ne ha mai fatte?

«Di brave persone tante. Indicare delle persone preparate che sanno fare il loro lavoro, ben vengano».

C’è chi sostiene che se non avesse dato le dimissioni forse il lungomare sarebbe finito e Miss Italia sarebbe rimasta a San Benedetto.

«Anche ci fossi stato io il lungomare non sarebbe finito. Sono iniziati tardi i lavori, dunque i lavori si sono protratti più in là. Per quanto riguarda Miss Italia non so se si può ancora salvare. E’ stato un errore, perchè caratterizzava la Riviera, avrebbe giovato alla città per farsi pubblicità e renderla visibile. La diretta Rai ha portato le cifre ancora più in alto. Anche la Regione dovrebbe muoversi e puntarsi su San Benedetto, la regina del turismo. Non possiamo fare una manifestazione simile, con quei costi, senza contributi regionali. Abbiamo proposto anche ad Ascoli una serata, ma il sindaco Celani non ha trovato 50 mila euro. Qualche serata si potrebbe fare in altre località, ma poi non si reperiscono mai i soldi necessari».

Cosa farà nei primi 100 giorni?

«Ho tanti progetti da portare avanti, c’è solo l’imbarazzo della scelta. C’è in primis il problema Samb. Chi verrà eletto si troverà nelle mani questa patata bollente. Entro giungo va iscritta la squadra. E’ un problema molto sentito da tutta la città, per cui occorerrà lavorare sodo. Poi devo portare avanti l’inaugurazione di progetti finiti. Come pure ci sono tante cose da sviluppare: penso al lato est di viale De Gasperi, al lungolomare, a via Montebello, al mercatino. Una mia rielezione costituirebbe una continuità di operato. Ci sono tante operazioni predisposte; già dal giorno dopo si potrebbe lavorare sin da subito».

Sareste disposti a governare nel caso non avesse la maggioranza?

«Quest’ipotesi potrebbe venir fuori solo se si applica il voto disgiunto. In quel caso è probabile che l’amministrazione durerebbe poco».

Chi preferireste ad un eventuale ballottaggio, in funzione di diventare sindaco: Costantini o Gaspari? Con chi avrebbe più probabilità?

«Mi sembra impossibile che io vada al ballottagio con Costantini. Sicuramente andrei con Gaspari. Se dovessi ragionare per assurso preferirei andare in ballotaggio con Costantini, perchè significherebbe che andrebbe su il centro-destra».

In quali zone secondo voi andrebbero incentivati gli interventi dei privati a San Benedetto?

«Lo dico anche mio programma: ci sono delle schede progette realizzabili attraverso l’intervento dei privati. Un esempio? L’area Brancadoro. E’ tutto previsto, questo si potrà fare una volta approvato il Prg. Senza i privati credo sia impossibile riqualificare la città nelle aree importanti della stessa. Oppoure con i project financing: la nostra amministrazione ne ha portati a termine tre (la discarica, il palazzo di via Turati e il Palacongressi), non credo ce ne siano altre in Italia che hanno fatto altrettanto. Se ci dovesse essere continuerò a incentivare l’intervento dei privati».

Crede che i comitati di quartiere sono uno strumento di rottura oppure utile per avvicinare la cittadinanza all’amministrazione?

«Ho già avuto modo di rispondere a questa domanda: come sono strutturati oggi servono a poco. Vanno ridotti come numero e regolamentati meglio. I comitati fanno gli interessi di pochi; non fanno partecipare tutti i cittadini, quindi credo che le problematiche non vengano a galla. Bisognerebbe dar loro più spazio, volendo più potere, auspicando però che i presidenti siano apartitici».

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