SAN BENEDETTO DEL TRONTO – È ormai un confronto continuo quello tra i quattro candidati sindaco. Quello che si è svolto ieri sera, giovedì, all’auditorium comunale, era organizzato da ilQuotidiano.it, è stato moderato dal suo direttore Mimmo Minuto e dovrebbe essere il penultimo, prima di quello nella nostra redazione, venerdì 19 alle 16. Ieri intanto non è mancato il coup de théâtre: il candidato sindaco Tablino Campanelli ha abbandonato il confronto dopo non più di venti minuti, affermando di non poter sostenere un confronto con politici, lui che politico non è: l’emozione era visibile nel giovane candidato.
Temi in parte già trattati altre volte: Piano regolatore, turismo, tasse e poltrone, innovazione, commissione edilizia, centro Alzheimer, politiche giovanili, ambulanti e viabilità, ed altre.
Campanelli ha chiesto un Piano discusso con i cittadini, Costantini ha accusato Martinelli di aver proceduto delegando tutto ai tecnici, Gaspari nega decisamente un ritorno ai Prusst (nonostante la sentenza del Tar che ha annullato la delibera con cui vennero accantonati) e punta sul turismo, soprattutto sulla riqualificazione del porto, Martinelli promette di adottare il Piano entro pochi mesi in caso di rielezione e nega l’esistenza di un “partito del Prg? (degli interessi ad esso legati).
Sul turismo Campanelli ha spiegato che intende allungare gli attuali bracci del porto, per spostare più a est i pescherecci e aprire ad attività turistiche l’attuale area portuale (comrpesa una “notte bianca permanente? all’ex galoppatoio), Gaspari chiede se San Benedetto dovrà assomigliare più a Fiuggi o a Rimini, propone sostegno al turismo con incentivi volumetrici agli hotel: e ai giovani, per il ricambio generazionale in questo settore. Costantini chiede oggi «un’industria del turismo, non più soltanto acqua pulita e sole», Martinelli ha parlato di turismo sportivo e naturalistico, generando polemiche sul Palacongressi ai privati come incentivo al turismo congressuale.
Tutti hanno naturalmente negato di voler aumentare le tasse o di voler puntare sul clientelismo più che sulle competenze nella gestione delle società partecipate (prima di andarsene Campanelli ha ribadito l’intenzione di voler abolire la retribuzione ai consiglieri e alla giunta).
Cosa si deve intendere per “innovazione?? Per Costantini è un nuovo modo di fare politica, attraverso la partecipazione della cittadinanza, Gaspari ha parlato di informatica: banda larga di Internet con cablaggio wireless e possibilità di seguire l’iter delle pratiche dal pc, ma anche di nuove forme di turismo (bed & breakfast, pesca-turismo). Martinelli dice di aver già dato, contrastando «il clientelismo del passato, motivo per cui oggi mi sostiene solo Forza Italia». Poi il Martinelli già visto: «Chi fa della politica la propria professione», ha detto, «è un danno per la città». Replica di Gaspari: «La politica è un’arte nobile, per chi la improvvisa paga l’intera città».
Martinelli giura che abolirà immediatamente la commissione edilizia, Costantini sostiene che una verifica delle pratiche è necessaria, Gaspari propone un vaglio almeno estetico: «Per evitare una nuova scuola Moretti tinteggiata come una casa cantoniera».
Il centro Alzheimer non è stato realizzato per difetti nel bando: Costantini promette di occuparsene, Martinelli spiega che va rifatto il bando, Gaspari promette di raggiungere lui questo obiettivo in caso di elezione. Sulle politiche giovanili Costantini non esclude un assessorato specifico, Gaspari contesta la mancata riapertura del Teatro Concordia e promette di destinarlo ai Teatri Invisibili, come pure di reincentivare il Jazz Club e la cultura, non esclusi gli spazi ad essa dedicati, Martinelli vanta l’apertura di quattro palestre.
Da ultimo: Costantini afferma che lascerebbe la guida del Csi in caso di elezione; tornando indietro Martinelli confermerebbe le proprie dimissioni; Gaspari sottolinea con forza il rinnovamento del centrosinistra e l’autonomia dall’ex sindaco Perazzoli. Il mercato va spostato al porto secondo Martinelli, mentre secondo Gaspari e Costantini è la mobilità a dover essere organizzata diversamente.

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