SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «I Verdi di S. Benedetto, ancora una volta come già fatto in passato con la pesca indiscriminata delle vongole, fanno appello ai pescatori e alla Capitaneria di porto di S. Benedetto del Tronto, affinché abbia a cessare una pesca indiscriminata priva di qualsivoglia regola che porta al depauperamento lento ma inesorabile della risorsa mare». Questo l’appello di Pietro D’Angelo, coordinatore provinciale dei Verdi, rivolto principalmente a pescatori e vongolari.

«I Verdi chiedono ai pescatori sambenedettesi quella autoregolamentazione necessaria, soprattutto per chi vive della ricchezza mare, affinché come in ogni altra parte del mondo i maggiori vigilantes della risorsa mare siano proprio i pescatori, coloro cioè che vivono di tale risorsa», si legge nel comunicato diffuso dall’esponente dei Verdi.

La pesca di fauna ittica giovane e sottomisura è una delle questioni chiave del settore. Il regolamento europeo 850/98 punisce con pesanti multe lo sbarco, il trasporto e la commercializzazione del novellame, cioè di quegli esemplari ittici giovani che ancora non sono entrati nella fase riproduttiva. La legge europea è contestata da alcuni, che sostengono che non tenga conto delle peculiarità dei vari ambienti marini. I pescatori, del resto, con gli attuali sistemi di pesca non possono evitare di ritrovare nelle proprie reti una parte di pescato sottomisura; la legge impone loro di ributtarlo in mare. I commercianti ittici all’ingrosso, che a San Benedetto hanno recentemente costituito un comitato di categoria, lamentano l’accanimento della Capitaneria di Porto, che commina loro pesanti multe, e la mancanza di controlli alle aste nel Mercato ittico.

Recentemente ci siamo occupati di queste tematiche sul nostro settimanale Riviera Oggi, nel numero 625 (resoconto di una riunione del comitato commercianti ittici) e nel numero 628 (spiegazioni da parte del vicedirettore del Mercato ittico).

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