SAN BENEDETTO DEL TRONTO – È stato un discorso appassionato, che ha toccato tutti i principali temi di politica nazionale e locale, quello del neosegretario nazionale di Rifondazione Comunista Franco Giordano. Il successore di Fausto Bertinotti, oggi presidente della Camera, è intervenuto ieri sera, mercoledì, all’auditorium di San Benedetto, ad un’iniziativa elettorale dal titolo “Rifondare la politica, rifondare la città?, a sostegno del candidato sindaco dell’Unione Giovanni Gaspari, presente naturalmente al suo fianco.
Giordano è stato presentato dai rappresentanti locali del partito: il segretario comunale Ezio Vallorani, quello provinciale Paula Beatriz Amadio, e quello regionale Giuliano Bandoni. In platea il neodeputato di Rifondazione Andrea Ricci. Assente invece il presidente della Provincia Massimo Rossi, unico presidente di Provincia espressione del suo partito, impegnato a Ferrara.
Primi riferimenti proprio ai vertici istituzionali: al presidente del Senato Franco Marini e allo stesso Bertinotti, salutati come ex sindacalisti e rappresentanti del mondo del lavoro, ma naturalmente anche al neopresidente della Repubblica Giorgio Napolitano, la cui elezione segna per Giordano «la fine di una conventio ad excludendum contro l’area politica proveniente dal Pci». Infine un riferimento al neoministro del Welfare Paolo Ferrero, ex operaio Fiat, ex sindacalista, ed esponente del Prc: «I comunisti hanno costruito la democrazia di questo paese», ha detto Giordano, «e non praticheranno mai una gestione privatistica delle istituzioni».
Giordano si è quindi rivolto a Gaspari per indicare almeno due priorità nell’azione amministrativa: il problema della casa e quello della partecipazione. Ma il segretario di Rifondazione ha parlato anche di questioni nazionali, dal ritiro delle truppe italiane dall’Iraq, alla lotta alla precarietà del lavoro (citate le 48 forme contrattuali previste dalla legge 30), alle difficoltà del mezzogiorno d’Italia: «I bassi livelli retributivi hanno depresso i consumi e le imprese», ha detto Giordano, «Oggi dobbiamo puntare sulla qualità dei prodotti».
Riferimenti infine alla legge Bossi-Fini sull’immigrazione e alla legge Fini sulle tossicodipendenze, entrambe qualificate come «ignobili». L’ultimo riferimento ai rapporti con le gerarchie ecclesiastiche: «Rispetto i cattolici», ha detto Giordano, «ma dico no alle ingerenze, nell’autonomia delle diverse funzioni». Applausi del numeroso pubblico, formato non solo dai candidati.

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