ROMA – Il Consiglio dei Ministri nel corso della sua prima riunione, terminata poco prima della mezzanotte di mercoledi 17 maggio, ha nominato nove vice ministri ma, come ha spiegato lo stesso Presidente Prodi, il vice ministro per gli Italiani nel mondo sarà nominato solo oggi, giovedì 18 maggio, dopo alcune consultazioni con gli eletti all’estero.

Il Presidente del Consiglio Prodi ha scelto dunque di nominare un vice ministro per gli Italiani nel mondo , preferendo questa soluzione alla nomina di un ministro senza portafoglio, come era il Ministro Mirko Tremaglia.

Era stato già nel suo primo incontro con gli eletti all’estero e con il coordinamento dell’Unione, che Prodi aveva parlato per la prima volta della sua idea di un «vice ministro per gli Affari esteri con delega per gli italiani all’Estero». Un’idea che, da principio, ha fatto nascere qualche riserva ma ha trovato un più vasto consenso quando successivamente è stata meglio definita e contestualizzata nella richiesta di «unicità di guida del coordinamento e nella promozione dei provvedimenti relativi agli italiani all’estero, senza dualismi con altre amministrazioni» venuta da parte del coordinamento per l’estero dell’Unione.

Sulla scelta della struttura, il Coordinamento dell’Unione allargato agli eletti all’estero si è già pronunciato positivamente, mentre sulla scelta del responsabile si sono avute alcune decise reazioni da parte degli eletti nella circoscrizione Estero.

Come la richiesta – avanzata da Nino Randazzo e da Renato Turano, senatori eletti nell’Unione, l’uno in Australia l’altro in Nord America – di convocare immediatamente tutti gli eletti all’estero e i membri del coordinamento dell’Unione per gli italiani nel mondo per «assumere determinazioni importanti alla luce delle notizie riportate dalla stampa relative alla responsabilità di governo per gli Italiani nel mondo».

«Se la scelta dovesse essere quella che emerge dai giornali di oggi o quella che si sta profilando in queste ore (la candidatura di Leoluca Orlando cui si è aggiunta nelle ultime ore quella di Ugo Intini, nominato, poi, Vice ministro degli esteri) per noi e per gli italiani all’estero sarebbe inaccettabile», dicono Randazzo e Turano.

«Una scelta le cui responsabilità ricadranno per intero su chi l’ha voluta con una forzatura, offensiva del lavoro fatto e del risultato conseguito e che, va ricordato – hanno aggiunto i due senatori – sta consentendo la nascita di un governo. Da tempo abbiamo sottolineato la specificità della circoscrizione Estero avanzando proposte sulle quali è stato riscontrato il sostanziale gradimento sia delle forze politiche che degli eletti».

«Nel momento in cui sarebbero indispensabili scelte responsabili, coerenti e logiche – hanno concluso Randazzo e Turano – si profilano invece vecchie logiche lottizzatorie che rischiano di produrre inevitabilmente situazioni di instabilità».

Reazioni che pare abbiano avuto ascolto, tanto che – al termine del primo consiglio dei ministri – è stato lo stesso Romano Prodi a spiegare che la nomina del viceministro agli Italiani nel mondo verrà fatta giovedì 18 maggio dopo un incontro con i rappresentanti degli italiani all’estero. «Noi abbiamo scelto la via più seria – ha detto Prodi – e cioè quella di incontrare tutti i nostri parlamentari e chiedere a loro la persona più adatta per questo compito nuovo ed anche difficile».

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