GROTTAMMARE – Rapporti sempre tesi tra maggioranza e minoranza consiliare: il pomo della discordia resta sempre il Fish. Non è bastata la sua morte burocratica, dunque, seguente all’ordinanza comunale di divieto di servire bevande e alimenti ai clienti che non avessero effettuato il giro in barca (ordinanza del 10 febbraio che il Tar, bocciando il ricorso della famiglia Mazzagufo, ha confermato).
I consiglieri di centrodestra hanno infatti chiesto le dimissioni della vicesindaco Maria Cristina Costanzo, con una mozione di sfiducia che verrà presentata al consiglio comunale di questa sera. La Costanzo, infatti, è moglie di Elvio Mazzagufo, titolare del “Fish”.
«Ricordate le grandi battaglie sulla questione morale della vicesindaco» scrivono i consiglieri della Casa delle Libertà, «come si può accettare che la signora Costanzo al mattino sia vicesindaco e magari nel pomeriggio prepara le strategie per ricorrere contro il Comune di Grottammare per tutelare gli interessi della propria famiglia, chiedendo addirittura 50 mila euro di risarcimento?».
Risponde con un comunicato il gruppo consiliare di “Solidarietà e Partecipazione”: «La magistratura sta svolgendo un’indagine a seguito della pioggia di esposti con la quale la minoranza tenta di farsi un po’ di pubblicità, ma nessun giudice si è ancora espresso sulla questione», scrivono. Ed inoltre: «Non si capisce dove starebbe la contraddizione tra essere amministratore comunale e moglie di un operatore». Si cita anche il caso di Filippo Olivieri, consigliere comunale del centrodestra che ha presentato un ricorso al Tar contro il Comune per richiedere la difesa di un suo diritto (anche se diverso può essere il caso di un vicesindaco e di un consigliere di opposizione).
«Il gruppo consiliare di “Solidarietà e Partecipazione” riconferma la sua totale e piena fiducia alla vicesindaco» anche perché «Grottammare è ritenuta in ambito regionale una delle migliori realtà nel settore delle politiche sociali e gran parte del merito va all’operato di Maria Cristina Costanzo».

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