SAN BENEDETTO DEL TRONTO – È “rissa? in Forza Italia tra il coordinatore provinciale Gianluigi Scaltritti (“sfiduciato? il 3 maggio scorso) e il consigliere regionale Vittorio Santori, per la nota vicenda del voto disgiunto annunciato da Scaltritti per le prossime amministrative a San Benedetto: appoggio alla lista di Forza Italia, ma al candidato sindaco Edio Costantini; non a Domenico Martinelli, indicato ufficialmente dagli azzurri).

«Esternazioni fuori luogo, faziose e nocive per Forza Italia», scriveva Scaltritti venerdì 12 maggio, a proposito di un precedente intervento di Santori, il quale a suo dire «antepone i propri scopi politici a quelli della città e del partito. La sua linea rispecchia la bassa qualità politica che ormai da parecchi mesi è praticata in Forza Italia a livello locale dal trio Santori-Gabrielli-Capriotti. Ripudio il metodo della raccolta di firme contro qualcuno, dell’intimidazione, della denigrazione, dell’ipocrisia, del tradimento e della falsità. Prendo le distanze dalla scadente azione politica di Santori e del suo occulto regista [il coordinatore regionale di Forza Italia Remigio Ceroni? ndr]». Scaltritti diceva inoltre di aver chiesto al coordinatore nazionale del partito on. Bondi «veri congressi» per rinnovare la rappresentanza comunale e provinciale di Forza Italia.

La risposta di Santori è particolarmente dura. Vi si parla di «attacchi e offese personali», si accusa Scaltritti di aver compiuto trattative su Costantini contro la volontà precedentemente espressa da Forza Italia, di «un errore dopo l’altro», di «fallimento dell’azione politica esteso a tutto il territorio provinciale ove il partito è meno visibile del 1996 e la divisione impera in ogni luogo (vedi Ascoli Piceno)», di una Forza Italia «che aveva più soggetti allontanati di quelli iscritti». Scaltritti avrebbe compiuto «vendette personali contro il partito per l’insoddisfacente terzo posto al Senato», animato da «vecchi rancori personali». Santori lo accusa di «politica della distruzione delle risorse umane o eliminazione dei migliori candidati del partito», elencando: «Il dott. Martinelli non è che l’ultimo di una lunga serie (Ceneri, Marinangeli, Forlì, Porrà, La Manna, Ercole, Bianconi, Coccia, ecc). Non si può considerare ogni collaboratore come un rivale pericoloso».

Poi Santori si occupa anche del “fronte esterno?. Alimenta infatti le polemiche con il presidente provinciale di Alleanza nazionale Guido Castelli, ribadendo che Costantini avrebbe appoggiato la campagna elettorale del centrosinistra alle regionali del 2005 nel Lazio: «Costantini», scrive Santori, «ha sostenuto con la sua presenza il candidato Marrazzo della sinistra nella sua campagna elettorale proprio contro il candidato di An Storace. Penso che i cittadini debbano conoscere bene i candidati che si apprestano a votare anche dal punto di vista della fede politica espressa».

«Il più grande regalo che si poteva fare al candidato Gaspari della sinistra», conclude Santori, «era quello di non far presentare la lista civica del dott. Martinelli. Esattamente ciò che qualcuno ha tentato e che avrebbe portato alla sicura disfatta al primo turno della Cdl. Ma una volta che l’elettorato avrà deciso chi andrà al ballottaggio, si vedrà se la politica locale è guidata solo da pregiudizi personali o dalla passione politica per realizzare il bene dei cittadini».

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