GROTTAMMARE – Serata di poesia e parole. Serata di suoni delicati e sussurri dell’anima: è quella prevista questa sera, presso il Teatro dell’Arancio di Grottammare dove, alle ore 21:30, verranno messe in scena le poesie del poeta cuprense Eugenio De Signoribus, una delle voci letterarie più apprezzate nell’intera penisola. Sul palco, a recitare nell’opera “Tra Ceneri e Germogli?, saranno Lucia Ferrati e Roberto Marinelli, i quali saranno accompagnati dalle musiche e dalle percussioni di Ivan Gambini. L’evento è stato prodotto dal Comune di Grottammare e dall’Amat Marche; dieci euro il costo del biglietto.
De Signoribus, nato nel 1947, vanta numerose pubblicazioni poetiche con prestigiose case editrici nazionali, e le sue opere sono state tradotte in diverse lingue. «Sono commosso da queste considerazioni di stima» ha spiegato il poeta, «e sono oltretutto curioso di sentire l’effetto delle mie poesie recitate, anche perché, personalmente, non sono mai stato convinto dalla mia voce, e mi piacerebbe ascoltare come altre voci riescano ad interpretare quello che ho scritto. Sarò emozionato, perché per me sarà come separare un mollusco dallo scoglio sul quale vive, e questo forse svelerà anche a me delle cose che ho taciuto». Riguardo al fatto che le sue opere vengano rappresentate, oltre che prodotte, a Grottammare, De Signoribus, sempre molto umile e misurato, afferma che «per me è un onore che questo accada. Io non mi sento legato in particolare ad una terra, perché provo attrazione per tutti i luoghi che frequento e Grottammare è spesso uno di questi».
Grande soddisfazione e orgoglio sono stati espressi dagli attori e i musicisti che metteranno in scena le poesie di De Signoribus, così come dal direttore artistico Gilberto Santini: sono tutti marchigiani e, dopo varie esperienze fuori dalla regione, si sono ritrovati uniti attorno ad un progetto tutto marchigiano. «Per noi è anche un superamento di ogni campanilismo» afferma Roberto Marinelli, «un modo inoltre per trovare delle conferme, nelle vicinanze dei luoghi di nascita, rispetto alle esperienze che abbiamo condotto fuori».
«Per noi questa è una sfida poetica», ha spiegato Lucia Ferrati, «cercheremo di modulare le nostre voci e di essere all’altezza del nostro compito».
Gino Troli, presidente regionale dell’Amat nonché sambenedettese, ha affermato che «si tratta di una piccola operazione che però, secondo noi, non ha concorrenti riguardo la qualità. Il nostro obiettivo, dopo questa ‘prima’ a Grottammare, è di fare in modo che quest’opera possa essere proposta anche in teatri di altre regioni italiane». L’assessore alla cultura di Grottammare, Enrico Piergallini, legato da un rapporto di amicizia con Eurgenio De Signoribus, è intervenuto dicendo che «si tratta di un’operazione alta, per il prestigio di Eugenio a livello nazionale: si tratta di un poeta che non si è mai chiuso in se stesso, ma è sempre stato attento alla realtà quotidiana. Per noi questo investimento culturale, che rappresenta l’ultimo atto stagionale della rassegna “Teatro della Parola” è anche un importante investimento sul piano politico».

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